bacca niang
Carlos Bacca e Mbaye Niang (©Getty Images)

26 anni esatti dopo la prodezza di Alberigo Evani che regalava al suo Milan il titolo di Campione del Mondo per club nel 1989, la squadra rossonera compie una piccola impresa nel momento più delicato della stagione. Una mini-resurrezione dalle ceneri in Coppa Italia, effettuando un blitz vincente in casa della Sampdoria nella gara secca degli ottavi di finale. Le reti di M’Baye Niang e Carlos Bacca spianano la strada per una finale quasi troppo semplice a vedersi.

La Gazzetta dello Sport analizza la vittoria in trasferta dei rossoneri, che pur hanno sofferto una Sampdoria in crescita e non arrendevole come quella affrontata in campionato qualche settimana fa. Vincenzo Montella comincia a mettere in mostra delle trame di gioco discrete e ben oliate, persino più varie e originali di quelle mono tematiche del 4-4-2 di Sinisa Mihajlovic. Nel primo tempo sono i doriani a giocare meglio e meritare di più ai punti, ma nella ripresa la differenza la faranno gli attaccanti di qualità del Milan.

Basta una giocata verticale di Bacca per innescare il vantaggio di Niang, che si dimostra e conferma tra i più in forma del momento tra i diavoli. Il Milan soffre meno e si sente più sicuro, aiutato anche dalla follia di Ervin Zukanovic, che si fa ammonire prima ed espellere poi per reiterate ed inutili proteste. Gara in discesa chiusa dal solito Carlos Bacca, cecchino implacabile che migliora la propria media-realizzativa con il colpo del 2-0. Ora si punta al Carpi nei quarti di finale, con vista sull’inedito incrocio Spezia-Alessandria. La finale di coppa non è stata mai così alla portata del Milan.

 

Redazione MilanLive.it