Daniele Daino
Daniele Daino con la maglia del Gallipoli (©Getty Images)

Daniele Daino ha cresciuto nel settore giovanile del Milan e nel 1996 fece il suo esordio in prima squadra. Fino al 1998 colleziona 19 presenze in campionato e poi va in prestito a Napoli e Perugia, prima di volare in Inghilterra al Derby Coutry e successivamente proseguire la carriera tra Ancona, Bologna, Modena, Gallipoli e Alessandria, terminandola nel 2014 all’Aurora Calcio.

L’ex terzino rossonero è stato intervistato dal magazine Calcio2000 ha parlato della sua esperienza a Milanello spiegando anche come sia cambiata la situazione attuale rispetto a quella degli anni Novanta: “Sapevo di avere qualità fisiche, tecniche e atletiche importanti per potercela fare, avevo messo nel mirino di giocare nel Milan il prima possibile, era un mio obiettivo e l’ho raggiunto, e mi riempie d’orgoglio esserci riuscito così presto. All’epoca non era facile giocare nel Milan, il contrario di quanto succede oggi: nove undicesimi degli attuali titolari in quel Milan non giocherebbero“.

Daino ha anche ricordato quali sono stati i campioni che lo hanno maggiormente aiutato ai tempi del Milan: “Devo dire che ci sono stati cinque giocatori che mi hanno aiutato tantissimo, mi davano sempre dei consigli per migliorarmi: Desailly, Boban, Weah, Baggio e Rossi. Non li dimenticherò mai. Ho ricevuto invece meno dai vari Maldini, Costacurta, Albertini, non so per quale motivo“.

Nell’esprime un giudizio generale sulla sua carriera l’ex giocatore menziona in maniera critica anche l’attuale capitano rossonero Riccardo Montolivo: “Il mio rimpianto è caratteriale, non sono mai stato uno tipo Montolivo, che deve arruffianare per giocare, io giocavo perché mi sentivo forte e non calcolavo nessuno, dominavo di prepotenza fisica e tecnica mettendo in condizione l’allenatore di farmi giocare. Sarebbe il massimo poter ricominciare adesso la mia carriera, sarei adatto per questo sistema di calcio“.

Daino di recente ha aperto una scuola calcio chiamata Daino Soccer Accademy e punta molto su questo progetto per far crescere i giovani, ma rivela a Calcio 2000 che ne aveva un altro molto rilevante anche per il Milan: “Avevo portato un bellissimo progetto negli Emirati Arabi per conto del Milan che mi è stato bloccato in quanto Berlusconi ha deciso di vendere il marchio rossonero proprio mentre stavo per chiudere un progetto di primissimo livello, che ora rifarò per l’Italia“.

 

Redazione MilanLive.it