Michael Fabbro
Michael Fabbro (©Getty Images)

Michael Fabbro, ex attaccante della Primavera del Milan, in estate è stato ceduto a titolo definitivo al Bassano Virtus in Lega Pro. L’impatto con il calcio professionistico è iniziato in sordina, ma i due gol segnati nella ultime due partite hanno rilanciato le ambizioni della squadra, che ora punta dritto alla promozione in Serie B. L’ex rossonero, in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Calciomercato.com, ha parlato così di Filippo Inzaghi, suo allenatore ai tempi del Milan, e figura fondamentale per la sua crescita tecnica: “E’ vero, Inzaghi mi ha aiutato tanto, è un attaccante come me e mi ha insegnato molto. L’anno scorso ha avuto molte difficoltà in Prima squadra ma non darei la colpa a lui: non è stato aiutato come doveva ed è stato abbandonato. Aveva poca esperienza, andava seguito di più e non lasciato da solo“.

In questo inizio di stagione rossonero ci sono poche note liete. Fra queste sicuramente l’inserimento di Gianluigi Donnarumma e Davide Calabria in prima squadra, ex compagni di Fabbro. “Sono stati bravi e fortunati a restare al Milan e sfruttare il momento, hanno colto l’occasione e non è niente di regalato. Gigio fa strano vederlo in Prima squadra, ma da come si allenava e parlava sembrava già un predestinato: certo, così tanto non me l’aspettavo, ma è stato molto bravo e si sta meritando tutto“.

Chi potrebbe compiere lo stesso salto di Donnarumma e Calabria è Manuel Locatelli, considerato da molti a Milanello un potenziale fenomeno. Fabbro ne parla così: “Locatelli era già forte quando giocava con me, penso sia giusto che passi in Prima squadra ma non so dire se sia veramente pronto, non credo che lo sappia nemmeno lui: spero che possa reggere le pressioni e che possa fare bene“.

Infine, Fabbro conferma le parole di Cristian Brocchi, che aveva rivelato un certo astio fra la generazione dei 97′ e quella dei 98′: “Il gruppo dei ’98 è un po’ presuntuoso, sanno di essere forti da un punto di vista individuale e peccano sotto questo aspetto. Devono essere bravi i ’97, che conosco bene e hanno grandi qualità, a far loro capire che si gioca tutti insieme, che la Primavera non è altro che l’inizio di un percorso e non un punto di arrivo e che si devono sudare il posto come hanno fatto tutti“.

 

Redazione MilanLive.it