difensori milan 2015

Il 2015 volge al termine e noi di MilanLive.it vogliamo stilare voti e pagelle della squadra rossonera per quanto riguarda quest’anno in riferimento alla prima parte della stagione 2015/2016. Oggi partiremo dal reparto arretrato, dunque dai portieri e dai difensori.

Abbiati 6: solo 13 presenze nella passata annata e 2 in quella attuale. Il 38enne di Abbiategrasso ormai non è più un titolare, ma sa farsi trovare pronto quanto viene chiamato in causa. Nonostante l’età avanzata, per esperienza risulta comunque essere un estremo difensore ancora affidabile per il ruolo di dodicesimo.

Diego Lopez 5.5:  sotto la gestione Inzaghi è stato uno dei pochi a salvarsi e con l’avvento di Sinisa Mihajlovic sembra essere uno dei punti fermi della squadra. Ma tra lui e il nuovo tecnico non è scoccata la scintilla e lo spagnolo a causa di alcuni interventi difettosi è finito in panchina, prima di doversi poi curare per una tentinopatia rotulea che lo ha tenuto fuori da inizio novembre. Dovremmo rivederlo a gennaio tra i convocati, ma diverse indiscrezioni di calciomercato lo danno per partente. L’ex Real Madrid rimane un buonissimo portiere e, guarito dai problemi al ginocchio sinistro, sarà sicuramente in grado di dimostrarlo.

Gianluigi Donnarumma 8: chi se lo aspettava che questo 16enne potesse diventare il portiere del Milan e rivelarsi fin da subito un portiere affidabile e con personalità? Sicuramente deve ancora crescere molto, ha dimostrato di avere grandi qualità e di poter diventare un top nel suo ruolo se lavorerà sempre con umiltà e impegno. Mihajlovic lanciandolo ha vinto la personale scommessa. L’unico timore dei tifosi è quello di vederlo partire in caso di grande offerta proveniente dall’estero.

Ignazio Abate 5: il terzino campano dalla stagione dell’ultimo Scudetto, in cui si era distinto in positivo, non è affatto cresciuto. Anzi, tutt’altro purtroppo. La sua più grande qualità è la velocità che in fase difensiva a volte lo aiuta in alcune chiusure, ma in quella offensiva spesso vanifica tutto quando si tratta di crossare. I cross sono un grosso cruccio del numero 20 milanista, quasi sempre impreciso. A Frosinone ha giocato bene e speriamo che nel 2016 possa riprendere da quella prestazione e non dalle tante negative precedenti.

Mattia De Sciglio 5: probabilmente i troppi infortuni e una situazione di squadra non ideale negli ultimi anni hanno fatto smarrire quel promettente terzino che si era visto nella stagione 2012-2013. Ha 23 anni ed è presto per bocciarlo, ma il ragazzo deve superare quel blocco mentale che sembra influenzarlo e ritrovare quella grinta e quella determinazione che gli avevano fatto conquistare tanti meritati elogi. Abbiamo ancora fiducia in lui e auspichiamo che il 2016 possa essere l’anno del suo rilancio.

Davide Calabria 6: solo 5 presenze per lui in questa stagione. Le prime due contro Palermo e Udinese senz’altro positive, quelle seguenti meno anche a causa di un contesto in cui per un giovane non era certo facile esprimersi al meglio. Parliamo di un classe 1996 con dei margini di miglioramento e le qualità per poter aspirare ad essere un buon terzino. Vedremo se l’anno nuovo gli consentirà di avere maggiori chance per mettersi in mostra.

Luca Antonelli 5.5: non sempre costante nelle prestazioni, paga qualche errore in fase difensivo e la mancanza di lucidità e precisione quando si proietta in avanti. L’impegno comunque non manca. Può sicuramente fare meglio rispetto a quanto visto finora. Mihajlovic ha molta fiducia in lui e si attende di più. L’ex Genoa è l’unico terzino mancino e ciò lo pone come favorito per la maglia da titolare sulla corsia sinistra, deve sfruttare questo fattore.

Alessio Romagnoli 6.5: quando è stato preso per 25 milioni di euro molti hanno esposto critiche per il prezzo eccessivo e probabilmente ai tempi quello non era esattamente il suo valore. Ma si sa che nel calcio i prezzi ormai sono molto elevati e che spesso si tiene in considerazione anche il potenziale di un giocatore. E l’ex Roma in prospettiva promette molto bene. Ha soli 20 anni e non ci si poteva certo aspettare che fosse un campione fatto e finito. Ma se la sta cavando molto bene, considerato anche che non può usufruire dell’aiuto di partner di reparto del livello dei grandi campioni del passato come lo sono stati i vari Franco Baresi, Paolo Maldini, Alessandro Costacurta e Alessandro Nesta. Gli va lasciato il tempo di sbagliare e lui lo fa poche volte. Siamo convinti che puntare su di lui sia stata la scelta giusta e che Mihajlovic abbia fatto bene ad impuntarsi nel chiedere alla società di acquistarlo.

Alex 6-: gli infortuni sembrano essere stati messi alle spalle e il brasiliano è risultato essere finora il miglior partner per Romagnoli. Qualche errore ogni tanto lo commette, ma a volte influenzato anche da una fase difensiva non sempre impeccabile. Se è in forma sa garantire solidità e anche una certa pericolosità quando si proietta in avanti sulle palle alte.

Cristian Zapata 4: bocciatura netta per l’ex Udinese e Villarreal, che non gioca dal 4-0 contro il Napoli a San Siro del 4 ottobre e che di chance ne ha comunque avute. Troppo inaffidabile il colombiano, protagonista in molte occasioni di amnesie incredibili che possono costare care. La sua rapidità con le gambe è l’arma migliore in suo possesso e quando si tratta di recuperare su qualche avversario ce la fa, ma in fase di marcatura e di impostazione non ci siamo proprio. Sembra vicino all’addio e nessuno lo rimpiangerà. E pensare che quando fu preso qualcuno disse: “Se si deve rimediare alla cessione di Thiago Silva, la cosa migliore che ci si può augurare è che arrivi Zapata”…

Philippe Mexes 5.5: solo 4 presenze per lui, dunque non facile da giudicare il suo rendimento con così poche partite giocate. Mihajlovic da sempre ha fatto capire di non voler puntare su di lui, anche se Silvio Berlusconi si è impuntato per fargli rinnovare il contratto e trattenerlo in rossonero quando sembrava vicino alla Fiorentina a fine agosto. Il francese da molti è apprezzato per la grinta che mette in campo, a volte pure troppa, e anche lui come Zapata a volte ha qualche amnesia di troppo.

Rodrigo Ely 5.5: anche per lui solamente 4 presenze. Due positive contro Perugia e Genoa, ma altre due disastrose contro Fiorentina e Napoli. Non si può assolutamente condannare questo 22enne, non poteva certo lui risolvere i problemi difensivi del Milan. Probabilmente non è ancora pronto per indossare la maglia rossonera e necessiterebbe di giocare con maggiore continuità in una piazza con meno pressioni rispetto a quella di Milano.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)