Roberto Donadoni
Roberto Donadoni (Getty Images)

Con le vacanze natalizie ormai alle spalle, la Serie A si prepara a tornare in campo. Il Milan, mercoledì alle ore 15 a San Siro, affronterà il Bologna. I rossoneri hanno chiuso il 2015 con una vittoria fondamentale a Frosinone per tranquillizzare gli animi e salvare la panchina di Sinisa Mihajlovic. Ma l’incubo esonero è sempre dietro l’angolo, e per scacciarlo il tecnico serbo non dovrà fare altro che vincere, a cominciare proprio da mercoledì. Il Bologna, però, non è assolutamente una squadra da sottovalutare. Ha iniziato male la sua stagione, ma poi con Roberto Donadoni si è cambiato totalmente registro. Ah, Donadoni. Lui, insieme a Mattia Destro ed Emanuele Giaccherini, hanno parecchie ragioni dalla loro parte per far male al Milan.

VENDETTA D’AMORE. Conosciamo benissimo il rapporto d’amore che c’è stato fra la società di via Aldo Rossi e l’ex allenatore del Parma. Fu il primo acquisto dell’era Silvio Berlusconi, nella lontanissima estate del 1986. In maglia rossonera ha vinto 18 trofei e ha racimolato ben 380 presenze. Ma da quando ha smesso di giocare – sottolinea l’edizione odierna di Tuttosport – le due strade non si sono più incrociate. Più volte Donadoni è stato accostato alla panchina del Milan, da Carlo Ancelotti in poi. Ma Berlusconi ha sempre preferito altre scelte: sia per uno scarso appeal mediatico e sia per i fallimenti ottenuti dal tecnico su panchine importanti (Nazionale a Italia).

Mercoledì vorrà togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Lo vuole fare con il suo Bologna, che ha preso terzultimo e lo ha portato nella 15esima posizione. I precedenti, però, non sono di buon auspicio: contro i rossoneri ha collezionato 3 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte.