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Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (©Getty Images)

I primi amori non si scordano mai, anche quando si tratta di obiettivi raggiunti o primissime soddisfazioni lavorative. Lo sa bene Adriano Galliani, che in quasi 30 anni da dirigente del Milan ne ha combinate di tutti i colori, prendendosi gli onori della ribalta per i grandi colpi di mercato dell’era vincente fino ai fischi e alle contestazioni degli ultimi anni dovuti ai flop della squadra. Ma il primo e l’ultimo affare effettuato personalmente per il club rossonero odorano di dolce amarcord per Galliani.

La Gazzetta dello Sport di oggi ricorda che l’amministratore delegato chiuse il suo primo acquisto nel 1986 per un ragazzo rapido e talentuosissimo, un certo Roberto Donadoni. Tempo fa lo stesso Galliani ricordò la trattativa: “Io e Berlusconi andammo a vederlo con l’Under 21. Trattammo con l’Atalanta che deteneva il suo cartellino e pagammo 4 miliardi di lire per il suo ingaggio“. Donadoni, ala tornate di assoluta qualità, vinse tutto con il Milan. Fece molto meno bene Mattia Destro, ultima operazione conclusa personalmente dall’a.d. un anno fa, quando si presentò a Roma al citofono dell’attaccante e riuscì a convincerlo in una giornata piena e stancante a trasferirsi in rossonero.

Oggi Donadoni guida il Bologna e Destro ne è il centravanti più pericoloso, i due uomini chiave della riscossa felsinea in campionato. Alle 15 saranno ospiti di quel Milan che ha il sapore del passato (e chissà, anche del futuro?); sarà interessante la reazione di Galliani, tra ricordi dolcissimi verso i suoi avversari più temuti.

 

Redazione MilanLive.it