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Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (©Getty Images)

Da mesi ogniqualvolta il Milan perde o pareggia deludendo per prestazione e risultato esce puntuale la voce relativa al possibile esonero di Sinisa Mihajlovic. E a dire il vero non si tratta di una novità, dato che anche con i vari Massimiliano Allegri, Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi la situazione era la stessa. Tutti allenatori ai quali negli ultimi anni è stato chiesto di raggiungere obiettivi non in linea con quella che era la competitività della squadra.

Ma per Silvio Berlusconi e Adriano Galliani il Milan è sempre da Champions League o persino da Scudetto. Solo per il nome che porta deve stare ai vertici e non importa se analizzando l’organico a disposizione si nota con evidenza che ci sono delle lacune. Una su tutte il centrocampo. L’addio di Andrea Pirlo avrebbe dovuto insegnare che c’è la necessità di avere sulla linea mediana un regista che faccia girare la squadra. Ma niente da fare, in sede di calciomercato tale esigenza è stata ripetutamente ignorata e poi ci si lamenta se manca il bel giuoco.

Sugli allenatori vengono sempre scaricate tutte le responsabilità e le frecciatine di Berlusconi non fanno altro che delegittimarli di volta in volta. Ma chi analizza la situazione con lucidità e onestà intellettuale sa perfettamente che i colpevoli del ridimensionamento del Milan da qualche anno a questa parte sono il presidente, in primis, e Adriano Galliani.

Se il Milan non è una squadra competitiva per vincere le responsabilità è di chi non ha investito abbastanza nelle varie campagne acquisti (spesso si è speso proprio zero) e di chi ha utilizzato male le risorse a disposizione scegliendo e, a volte, strapagando i giocatori sbagliati. Senza scordare l’assenza di una rete di scouting in grado di consentire di scovare alcuni talenti prima della concorrenza. Non ci sono progetti, non ci sono idee. Il mercato si fa solo con i procuratori e club amici. E non si poteva pensare in un’estate, l’ultima, di poter subito tornare grandi senza prendere tutti i necessari rinforzi.

Nessuno dimentica quanto fatto in passato da questa dirigenza e la riconoscenza della tifoseria del Milan più volte si è fatta sentire, ma arriva un momento in cui bisogna dire basta e staccare la spina. L’unica soluzione per rivedere il club rossonero in alto è un ricambio completo ai vertici societari. Servono una nuova proprietà (dov’è Mr. Bee? Ora tocca sperare nel fondo Madison), nuovi dirigenti, investimenti e una bella ripulita ad un ambiente che è lontano dall’essere da Milan. Poi si potrà tornare a sognare ed essere ottimisti. Silvio Berlusconi e Adriano Galliani hanno fatto il loro tempo e devono rendersene conto, altrimenti l’agonia rischia di proseguire.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)