Kevin Prince Boateng
Kevin Prince Boateng in gol (©Getty images)

Il Milan di ieri ha ricordato molto, forse troppo, quella squadra vincente e orgogliosa capace di dominare il campionato circa cinque anni fa, con Massimiliano Allegri in panchina, abile ad abbattere i propri avversari non tanto con il gioco ragionato o con una filosofia eccelsa di calcio, bensì con la forza, la tenacia, la classe dei singoli.

Uno di questi era proprio Kevin-Prince Boateng, anima da numero 10 ma grinta da mediano d’altri tempi. Giocatore universale e dal carattere bizzarro, il ghanese si era saputo far apprezzare tra gol e giocate d’alta scuola. E lo stesso Boa si è ripresentato a San Siro ieri sera contro la Fiorentina, chiudendo la gara con una bella azione in contropiede e dando l’idea di essere davvero tornato, stesso spirito e qualità di quel periodo così vincente e fortunato.

Gente come Andriy Shevchenko, Roberto Donadoni e Ricardo Kakà fallirono nel tentativo di tornare al Milan anni dopo il primo addio, mostrando limiti tecnici dovuti all’età ormai avanzata. Al contrario Boateng appare più vivo che mai, ripartendo da zero e mettendosi a disposizione: “Sono felice per il gol, mi serviva a livello personale. Già a Roma avevo fatto una buona prestazione, ora andiamo avanti ragionando partita dopo partita“. Queste le sue parole raccolte dalla Gazzetta dello Sport, parole da leader che forse mancava alla rosa del Milan.

 

Redazione MilanLive.it