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Kevin Prince Boateng esulta (©Getty images)

Altro che prossimo all’esonero; se il Milan vero è quello visto ieri sera contro la Fiorentina nel posticipo della ventesima giornata, Sinisa Mihajlovic può dormire sonni tranquilli. Arriva la prima vittoria in campionato del 2016 per i rossoneri, dopo una prestazione compatta, solida, a tratti anche emozionante. Domata una Fiorentina temibile, troppo sterile e sofferente sul pressing finalmente alto e aggressivo disegnato dal mister serbo.

La Gazzetta dello Sport analizza il 2-0 meritato per i rossoneri, partiti fortissimo nella prima mezz’ora: pressing, accerchiamento e ripartenze micidiali, come quella che manda Carlos Bacca verso la porta avversaria dopo 5 minuti per poi scaricare un destro imparabile all’angolino basso. Possesso di palla ricco ma sterile quello degli uomini di Paulo Sousa, che non trova contro mosse all’atteggiamento responsabile e intelligente del Milan.

Neanche gli ingressi di Pepito Rossi e Babacar riescono a stimolare la fase offensiva degli ospiti, con un Nikola Kalinic isolato e impalpabile. Bene il Milan in difesa, con Alex e Romagnoli che non soffrono quasi mai aiutati dal ripiegamento eccellente degli esterni. Nel finale c’ha pensato Kevin-Prince Boateng a riprendersi la gloria di San Siro con il colpo del k.o. in contropiede, con tanto di capriola spettacolare d’ordinanza. Un simbolo, un segnale, della possibile risalita del Milan e di mister Mihajlovic.

 

Redazione MilanLive.it