Giacomo Bonaventura e Sinisa Mihajlovic (©Getty Images)
Giacomo Bonaventura e Sinisa Mihajlovic (©Getty Images)

Dalla Fiorentina alla Fiorentina; un girone intero è passato dall’esordio di Sinisa Mihajlovic sulla panchina del Milan sino alla gara, quella giocata domenica sera e vinta 2-0 con merito, che probabilmente toglie ogni ombra e fantasma d’esonero sulla sua panchina. Come scrive oggi la Gazzetta dello Sport, tanti cambiamenti sono avvenuti dal Milan di inizio stagione, titubante, senza leader in campo, tatticamente ancora scomposto. Quello visto di recente è un gruppo ordinato e da combattimento, che gioca per vincere, sia con che senza il possesso palla.

Una squadra corta, compatta disegnata in un 4-4-2 che esalta le caratteristiche migliori di capitan Montolivo e compagni. L’intuizione di Mihajlovic, dopo aver provato altri moduli, è stata azzeccata, dando equilibrio e riportando nei propri territori naturali giocatori come Andrea Bertolacci e Giacomo Bonaventura. La scelta dei singoli è un’ulteriore arma vincente del Milan di oggi, in particolar modo aver dato le chiavi della porta rossonera al 16enne Gianluigi Donnarumma, un ragazzino con lo spirito e le qualità di un veterano. Scommessa vinta per Mihajlovic, il quale ha rischiato ma ha avuto ragione da vendere nel sostituire Diego Lopez. Per non parlare di Carlos Bacca, messo nelle condizioni di esprimersi senza alcuna bocciatura prematura.

Il resto l’anno fatto l’applicazione, il senso tattico, la gestione delle ultime partite rivelatasi molto più razionale che nelle settimane precedenti. La sconfitta col Bologna del 6 gennaio ad oggi appare come un incidente immeritato di percorso visto che il Milan contro Roma e Fiorentina, squadre che la precedono in classifica, ha imposto il suo modo di giocare e messo seriamente in difficoltà le avversarie. Un Keisuke Honda che si applica a tutta fascia e torna ad essere elemento chiave nella rosa è sintomo dello splendido lavoro effettuato da mister Sinisa.

 

Redazione MilanLive.it