Milan, direttore sportivo cercasi: perché non prendere Rui Costa?

Manuel Rui Costa
Manuel Rui Costa (©Getty Images)

Oggi Manuel Rui Costa compie 44 anni e non si può certo dimenticare un grande campione come lui. Dal 2002 al 2006 ha indossato la maglia del Milan regalando tante straordinarie giocate. Era un trequartista puro, abile a giostrare alle spalle delle punte. Più bravo nel servire assist che nell’andare in gol. La stagione 2002-2003, quella della vittoria della Champions League a Manchester contro la Juventus, fu semplicemente straordinaria. Successivamente l’arrivo di Ricardo Kakà gli ha tolto spazio, ma lui nonostante le molte panchine si è sempre comportato professionalmente e ha dato il massimo quando Carlo Ancelotti lo metteva in campo. Un campione al 100%.

Dal 2008 ricopre l’incarico di direttore sportivo del Benfica, dove era tornato per le ultime due stagioni da giocatore, e si può dire che abbia fatto un ottimo lavoro considerando che sono arrivate 3 vittorie in campionato, 6 Taça da Liga, 1 Taça de Portugal e 1 Supertaça Cândido de Oliveira. Durante questi anni a Lisbona sono sbarcati calciatori del calibro di Ramires, Javi Garcia, Nico Gaitan, Rodrigo, Toto Salvio, Jan Oblak, Axel Witsel, Ezequiel Garay, Nemanja Matic, Enzo Perez e Lazar Markovic.

In questi giorni si è tornati a parlare dell’esigenza da parte del Milan di assumere un direttore sportivo che possa supportare Adriano Galliani e si è fatto il nome di Walter Sabatini. Ma noi ne facciamo un altro e proponiamo proponiamo Rui Costa. L’attuale ds della Roma sarebbe sicuramente una buona soluzione, ma se quelle che lo riguardano dovessero poi risultare solo chiacchere e non sfociare in qualcosa di concreto, ingaggiare l’ex campione portoghese potrebbe rivelarsi una mossa positiva.

Bisogna comunque partire dal presupposto che Galliani ha fatto ormai il suo tempo e che però è impensabile che Silvio Berlusconi lo rimuova dal suo incarico, quindi qualsiasi nuovo direttore sportivo dovrà fare i conti con la presenza di una figura ingombrante come quella dello storico amministratore delegato rossonero. L’arrivo di gente come Rui Costa o Sabatini dovrebbe però inevitabilmente comportare un ridimensionamento almeno parziale di Galliani, altrimenti è inutile ingaggiare profili come i loro per continuare a far fare tutto alla solita persona. Paolo Maldini lo disse chiaramente che il dirigente brianzolo è carente nella valutazione dei giocatori e auspichiamo che possano esserci dei cambiamenti miglioramenti all’interno della società, anche se poi bisognerà sempre fare i conti con il budget a disposizione per il calciomercato, deciso da Berlusconi.

 

Matteo Bellan (Segui @TeoBellan su Twitter)