Cristian Brocchi
Cristian Brocchi (©Getty Images)

Dopo Sampdoria-Milan non erano mancati grandi elogi alla squadra da parte di chi da anni descrive la situazione del club rossonero in un modo completamente diverso da quella che è la realtà, buttando fumo negli occhi dei tifosi e giustificando sempre le decisioni della società. Per loro Cristian Brocchi aveva ridato gioco, fiducia e risultati dopo la negativa gestione di quel cattivone di Sinisa Mihajlovic.

E’ bastata la partita contro il Carpi per far risvegliare dal sonno chi si era illuso dopo una singola vittoria. Il Milan è sempre lo stesso, cambiano i moduli e qualche interprete, ma i problemi rimangono sempre gli stessi. Il materiale umano e tecnico è il medesimo di cui disponeva Mihajlovic, pertanto Brocchi non può trasformare il rame in oro.

Non ce la sentiamo proprio di addossare colpe al nuovo allenatore, perché al Milan non è lui il problema e non lo erano neppure i suoi predecessori. Certo, mettere in campo Kevin Prince Boateng e Jeremy Menez possono essere scelte discutibili, visto che in pratica ci si ritrova a giocare in inferiorità numerica a causa della loro inconsistenza. Però Brocchi è pur sempre all’esordio alla guida di una prima squadra ed è normale che possa commettere alcuni errori.

Ieri sera la squadra ha ancora una volta dimostrato di faticare tantissimo nella creazione del gioco, questo perché il Carpi si è chiuso molto bene e al Milan è mancato chi sapesse trovare i varchi, saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Mancanze che non abbiamo scoperto ieri, ma che evidenziamo da tempo. Andarcela a prendere con il Riccardo Montolivo di turno o con altri suoi colleghi è un esercizio che ora ci risparmiamo. Tra le note liete della serata ci piace evidenziare Gianluigi Donnarumma, confermatosi una certezza ormai tra i pali, e Josè Mauri, il quale dopo mesi di anonimato ha dimostrato che forse un po’ più di spazio lo avrebbe meritato in una linea mediana non certo composta da campioni. Per quanto riguarda Carlos Bacca, va condannato il gesto compiuto in occasione della sostituzione. Condivisibile o meno che fosse, la scelta di Brocchi andava rispettata e semmai discussa dal colombiano successivamente.

Ad ogni modo,  i tifosi del Milan rimangono preoccupati per il futuro. Silvio Berlusconi ha aperto decisamente le porte alla cessione, specificando però di voler dare il club solo a chi sarà in grado di garantire stabilità, sicurezza e vittorie. Tutte cose che comunque lui non garantisce granché attualmente. Perché se è vero che il Milan non sta certo fallendo e ogni anno il buco di bilancio viene ripianato, va anche detto che in generale la gestione economica e sportiva rossonera è pesantemente negativa. Ci sono i dati dei bilanci e del campo a testimoniarlo. E se guardiamo al futuro, non possiamo essere ottimisti.

Lo scriviamo da tempo, l’unico modo per rivedere il Milan ai vertici del calcio è l’arrivo di una nuova proprietà, vogliosa di progettare seriamente e di investire. Di recente Berlusconi tramite la sua pagina ufficiale Facebook ci ha voluti informare che ama i colori rossoneri. Bene, se ciò corrisponde a realtà venda il club al più presto a qualcuno che intenda realmente tornare a far gioire i tifosi e che li rispetti soprattutto.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)