Cristian Brocchi
Cristian Brocchi (©Getty Images)

Niente da fare, per la terza partita consecutiva il Milan fallisce l’appuntamento con la vittoria e adesso rischia la qualificazione in Europa League. A San Siro contro il Frosinone i rossoneri non sono riusciti ad andare oltre un deludente 3-3 ed è stato scavalcato al sesto posto in classifica dal Sassuolo. La stagione sta prendendo una piega sempre più negativa. Se Silvio Berlusconi si aspettava che esonerando Sinisa Mihajlovic per promuovere Cristian Brocchi avrebbe risolto i problemi della squadra, si è evidentemente sbagliato e non siamo sorpresi.

Se nelle ultime dieci partite il Milan ha vinto solo due volte e messo insieme solamente due punti contro le ultime tre squadre del campionato recentemente affrontate, è chiaro che ci siano dei forti limiti in questi giocatori. Sia di tipo tecnico che, soprattutto, a livello mentale.

Questo Milan, dopo un passato glorioso, è diventato ormai una provinciale di lusso. Quando Herbet Kilpin lo fondò dichiarando “Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari” non avrebbe poi immaginato che la squadra sarebbe diventata un avversario non temuto neppure dalle cosiddette piccole, che un tempo tremavano di fronte al nostro Diavolo e adesso invece sanno di potersela giocare e strappare punti.

Il calcio è ciclico, dice giustamente Adriano Galliani, però c’è modo e modo di operare. Sicuramente non si possono prendere in giro i tifosi dipingendo la situazione in maniera lontana dalla realtà e neppure si può pensare di tornare ai vertici senza progetti reali e investimenti, ma a suon di chiacchiere e slogan. La tifoseria non chiede ogni anno trofei, però vorrebbe un Milan degno della propria storia e in grado di onorare i colori rossoneri, che possa comunque ambire a poter vincere. Invece ci ritroviamo da due stagioni senza Champions e con il rischio di non andare neppure in Europa League, con un organico che come valori è lontanissimo dalla Juventus. Con l’attuale proprietà ci risulta difficile pensare in un futuro migliore, è tempo di voltare pagina e ripartire.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)