Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi (©Getty Images)

Nelle ultime settimane si è tornato a parlare della realizzazione di uno stadio di proprietà per il Milan, progetto in passato voluto da Barbara Berlusconi e poi accantonato per problemi economici dopo la vittoria del bando di assegnazione dell’area del Portello indetto da Fondazione Fiera. Adesso il tema è tornato di attualità, dato che il club potrebbe passare in mani cinesi e questi hanno la volontà di costruire un impianto tutto rossonero.

Come possibile zona in cui realizzarlo è spuntata nuovamente quella Expo, vista l’apertura dell’assessore Antonio Rossi. Il Giorno, invece, scrive che il Milan sta pensando all’area di via Stephenson di proprietà di Unipol, che si trova alla periferia nord-ovest della città. Si tratta complessivamente di un perimetro da 450mila metri quadrati ancora oggi in buona parte occupati da capannoni, magazzini industriali dismessi e da torri di sicuro impatto ma di alterna fortuna. Al club ne bastano meno e i contatti con la società proprietaria sono già partiti. Unipol ha l’interesse di monetizzare visto che si tratta di un terreno che oggi rappresenta un peso morto.

Per costruire questo stadio servono molti soldi, che Silvio Berlusconi e Fininvest non hanno voluto e non intendono investire. Per questo il presidente del Milan nel corso della trattativa con i cinesi ha posto come condizione per la vendita la realizzazione di un impianto di proprietà da intitolare a lui, prendendo come riferimento il Santiago Bernabeu di Madrid. Lo rivela sempre Il Giorno, spiegando che persone a lui vicine hanno riferito: «Silvio non vuole separarsi dal Milan senza lasciare un segno. L’ennesimo».

 

Redazione MilanLive.it