Milan-Roma
Milan-Roma (©Getty Images)

La Roma a San Siro passeggia su un Milan ormai a pezzi e che non è in grado di opporsi né sul piano tecnico e neppure caratteriale agli avversari. Non c’era maniera peggiore di chiudere un campionato che ha visto i rossoneri mancare per il terzo anno consecutivo il piazzamento in una coppa europea. Altro fallimento, in attesa del responso della finale di Coppa Italia contro la Juventus.

Bastava mettere a confronto i reparti di centrocampo delle due squadre per capire che non ci sarebbe stata storia. Al Milan elementi come Miralem Pjanic, Kevin Strootman e Radja Nainggolan ce li sogniamo. Sono soprattutto loro a fare la differenza, dando qualità alla manovra e rifornendo di palloni gli efficaci esterni d’attacco Mohamed Salah e Stephan El Shaarawy (che rimpianto). Una Roma che rispetto alla partita d’andata si è trasformata, grazie alla sapiente guida di un allenatore bravo ed esperto come Luciano Spalletti. I rossoneri, invece, sono peggiorati da allora e sono guidati da un tecnico esordiente buttato allo sbaraglio da un Silvio Berlusconi che credeva che potesse trasformare questi giocatori in campioni facendo praticare loro un gioco che non si sarebbe mai potuto vedere.

Sinisa Mihajlovic, con tutti i suoi difetti, aveva capito il valore non eccelso del Milan e aveva fatto di necessità virtù, consapevole di non poter offrire spettacolo con l’organico a disposizione. Cristian Brocchi, il quale comunque ha avuto poco tempo per lavorare, ha tentato di mutare completamente la cose e si è infilato in un vicolo cieco. Non è certo il maggiore colpevole di questa situazione ma alcune scelte, come quella di spostare Alessio Romagnoli sulla fascia a sfidare Salah, lasciano a desiderare. Gli auguriamo una grande carriera, però sarebbe ora che gli allenatori provenienti dalla Primavera ricominciassero a fare la gavetta e non venissero lanciati allo sbaraglio. Non tutti sono Pep Guardiola e non tutte le squadre sono il Barcellona.

Dalla sconfitta di San Siro si salva solamente Gianluigi Donnarumma. Se il portiere, tra l’altro 17enne, è il migliore della squadra significa che ci sono tantissimi problemi. Non ce ne siamo accorti oggi. E a proposito di portieri, ieri c’è stato l’addio di Christian Abbiati. Il 38enne di Abbiategrasso si ritirerà definitivamente dopo la finale di Coppa Italia. Avrebbe probabilmente meritato qualche minuto di passerella, ma forse avergli evitato di prendere parte a quello scempio è stato meglio. Il pubblico e i compagni lo hanno comunque omaggiato e ci sentiamo di ringraziarlo per la professionalità e l’attaccamento alla maglia mostrati nei suoi anni in rossonero.

Il Milan va rifondato in ogni reparto, non c’è più tempo da perdere. Bisogna progettare e investire per tornare in alto. Juventus, Napoli e Roma si rinforzeranno in estate e il gap rischia di diventare ancora più imbarazzante. Silvio Berlusconi deve vendere il Milan, smettendola di tenerlo ostaggio del proprio ego smisurato. Il treno cinese va preso prima possibile, per evitare che passi e magari ci salga qualcun altro. I tifosi rossoneri non si meritano un’altra stagione thriller, devono poter tornare a sognare.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)