Adriano Galliani Leonardo Meani
Adriano Galliani e Leonardo Meani (foto corriere.it)

Leonardo Meani è un personaggio divenuto molto noto nel 2006, nel pieno dello scandalo di Calciopoli. Era l’addetto agli arbitri del Milan e fu accusato di aver effettuato telefonate volte a favorire in qualche modo la squadra rossonera in campo. Dal processo sportivo uscì con due anni e due mesi di inibizione, più altri tre mesi per il cosiddetto Calciopoli bis, mentre nel processo penale di Napoli fu assolto per prescrizione in Appello.

Corriere.it è andato ad intervistarlo per ricordagli quella triste vicenda del calcio italiano: «Durante i processi mi hanno dipinto come un delinquente. Arbitri e assistenti erano persone che conoscevo da tempo. Le intercettazioni distorcono tutto perché chi deve interpretare non conosce il contesto in cui due persone che si frequentano parlano tra loro».

Meani ci ha tenuto a sottolineare che il Milan non ha avuto favoritismi arbitrali: «Nel mio caso è fin troppo semplice dimostrare che se anche vi fosse stato un tentativo di avere un arbitro o un assistente “amico“, il Milan non ne ha mai ricavato vantaggi. Le faccio un esempio. Nella mia intercettazione con Mazzei (il vice di Pairetto e Bergamo, ndr) espressi un gradimento per Puglisi come guardalinee per Milan-Chievo dopo un’ingiusta sconfitta a Siena. Pur vincendo 1-0 subimmo due errori arbitrali gravi, tra cui un gol annullato a Crespo per fuorigioco che non c’era».

Si passa poi a menzionare i rapporti con i vertici societari del club rossoneri: «Con Galliani avevo rapporti cordiali. Berlusconi l’ho incrociato tre volte in tutto». E quando gli viene chiesto se il Milan lo ha scaricato, Meani risponde: «Non ha senso rivangare. Sono tornato a fare il ristoratore a tempo pieno e ho abbandonato il mondo del calcio».

 

Redazione MilanLive.it