Home Milan News Tassotti saluta: “Milan, che amarezza. Ma volevo tornare sul campo”

Tassotti saluta: “Milan, che amarezza. Ma volevo tornare sul campo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:27
Mauro Tassotti
Mauro Tassotti (©Getty Images)

MILAN NEWSMauro Tassotti, dopo 36 anni, ha deciso di lasciare il Milan. Arrivato nel 1980 come giocatore, dal ritiro nel 1997 ha poi ricoperto gli incarichi di allenatore, vice allenatore e osservatore. Quest’ultimo ruolo lo ha spinto fuori dal campo, dove amava lavorare a stretto contatto con la squadra. Così è maturata la decisione di andarsene, ma senza rancore. Il Tasso è riconoscente al club. Ora scelto di affiancare Andriy Shevchenko, nuovo commissario tecnico dell’Ucraina. In questa avventura ci sarà anche Andrea Maldera, collaboratore tecnico che in questi giorni ha lasciato Milanello.

La Gazzetta dello Sport ha intervistato Tassotti. La prima domanda verte proprio sulla nuova esperienza. Risponde così: «Diciamo che non è una cosa dell’ultima ora. L’ho soppesata attentamente, dovevo metabolizzarla. E vorrei sottolineare che per il momento l’unica cosa che ho firmato è la rescissione col Milan. Ma dovrebbe tutto andare in porto entro questa settimana. Shevchenko? Quando mi ha prospettato questa possibilità mi ha lasciato una sensazione di gratificazione. La sua stima mi ha fatto un piacere enorme. Il progetto tecnico è intrigante: si lavorerà a una qualificazione mondiale, è una cosa che all’Ucraina non capita ogni quadriennio. E’ qualcosa che mi incuriosisce molto, fino a ora avevo sempre lavorato solo a livello di club».

Gli vengono poi chieste le sue sensazioni al momento della firma dell’addio al Milan: «Mi sono sentito stranito e amareggiato. Mi è venuto il magone perché sono stati 36 anni indimenticabili. Avevo davanti Galliani che mi diceva “Se sei contento tu, lo siamo anche noi”. Sapeva che in cuor mio volevo tornare sul campo e io sapevo che loro non mi avrebbero ostacolato nonostante avessi un altro anno di contratto».

Tassotti poi ricorda i tre momenti più belli vissuti in rossonero: «La vittoria della prima Coppa dei Campioni, l’ingresso a San Siro per la festa del primo scudetto e la mia ultima a San Siro, contro il Cagliari. Giocai a centrocampo». La carriera del grande Mauro è stata costellata di tante vittorie e dunque non può che avere ricordi soprattutto positivi. Noi lo ringraziamo per quello che ha fatto, è un rossonero vero.

 

Redazione MilanLive.it