Umberto Gandini
Umberto Gandini (©Getty Images)

MILAN NEWS – Nel futuro di Umberto Gandini c’è la Roma. Dopo 23 anni da direttore organizzativo del Milan, diventerà il nuovo amministratore delegato giallorosso.

L’ormai ex dirigente milanista ha concesso un’intervista al Corriere della Sera per spiegare la sua scelta. Ha così esordito: «Non avrei mai pensato di andare a lavorare in un’altra società italiana. Invece è arrivata questa opportunità che mi rende orgoglioso poiché riconosce la mia professionalità».

Quando gli viene chiesto se con l’arrivo dei cinesi non ci fosse più spazio per lui risponde: «Me lo sono chiesto anch’io ma poi il desiderio di crescere mi ha condotto a questa decisione. Del resto il cambio di proprietà comporta un turnover di dirigenti. Siamo alla fine di un’era, giusto così».

Gandini era uno degli ultimi storici dirigenti rimasti al Milan. C’è ancora Adriano Galliani, sul quale pare smentire un addio a breve termine. Infatti dichiara: «Le aziende cambiano, il tempo passa per tutti. Qui però resta Adriano Galliani, uno dei più grandi dirigenti italiani. E per inciso l’uomo che mi portò al Milan quando mi occupavo dell’acquisizione dei diritti tv in Rti». Le indiscrezioni delle scorse settimane parlavano di un Galliani fuori dal club nei prossimi mesi o al massimo coinvolto nel ruolo di consulente. Non più un amministratore delegato dai grandi poteri, ruolo che sarà di Marco Fassone.

Il futuro dirigente della Roma ha anche commentato l’arrivo dei cinesi nel club di via Aldo Rossi: «È finita un’epoca, ci saranno nuovi dirigenti ma il Milan è il Milan. Ha un dna e una cultura che nessun club possiede. Il Milan di Sacchi e di Capello è quello che i giovani cinesi hanno imparato ad amare».

Infine Gandini ha spiegato come si immagina la sera del 12 dicembre, quando si giocherà Roma-Milan: «Sarò come il giocatore che segna ma non esulta. Per rispetto».

 

Redazione MilanLive.it