Alessio Romagnoli
Alessio Romagnoli (©Getty Images)

MILAN NEWS – Il suo presente oggi poteva chiamarsi Chelsea, quartiere prestigioso di Londra e squadra di campioni che punterà alla vittoria della Premier League con Antonio Conte in panchina. Un’offerta da 40 milioni giunta a casa Milan rifiutata ha frenato le velleità inglesi di Alessio Romagnoli, blindato dal suo club che lo considera assolutamente incedibile.

Intervistato durante un evento Nike ieri sera dalla Gazzetta dello Sport, il giovane stopper rossonero ha parlato delle sue sensazioni per la nuova stagione: “Il Chelsea è uno dei migliori club al mondo e quindi la loro offerta mi ha fatto piacere, ma il no del Milan mi ha fatto ancora più piacere. Certo che sono orgoglioso, e ora ho un motivo ulteriore per dare ancora di più. Orgoglio e stimolo, ecco le due parole chiave. Sono felice di essere rimasto. Spero di restare il più a lungo possibile, perché tengo a questa maglia e qui voglio vincere qualcosa“.

L’obiettivo è sempre lo stesso, tornare in Europa anche grazie al lavoro dettagliato di Vincenzo Montella: “Questa è la base di partenza, di qualsiasi Europa si tratti, ma purché sia Europa. Non è possibile vedere il Milan per tre anni fuori dal giro. E’ qualcosa che fa rabbia, così come ha fatto rabbia perdere la Coppa Italia. Il calcio però è fatto di cicli e occorre del tempo per tornare al top. Non si torna a vincere dall’oggi al domani. Ai tifosi chiedo di darci fiducia: sono stati anni brutti, di sofferenza, ma dobbiamo venirne fuori. Questo sarà l’anno buono“.

Romagnoli spiega anche le differenze tra Montella e Sinisa Mihajlovic, il tecnico che lo ha voluto fortemente al Milan un anno fa: “Uno urla di più, è più irruento, ma non crediate che Montella sia morbido… Scherzi a parte, sono entrambi allenatori equilibrati. Una differenza tattica è che con Montella l’azione deve obbligatoriamente iniziare da dietro. E fare ripartire l’azione col pallone fra i piedi è la cosa che mi piace di più. L’anno scorso non riuscivamo, forse ci mancava coraggio”.

Infine un giudizio sulle sue caratteristiche: “Per fortuna ho solo 21 anni e quindi ci sono molti margini di crescita. Credo di dover migliorare nel tenere la concentrazione per 90’, e nella marcatura, che dovrebbe essere più stretta. I pregi sono l’intuito tattico e la freddezza caratteriale. Ho avuto la fortuna di conoscere Berlusconi, so che per me ha fatto un investimento importante, ma io non mi sento un punto fermo. Qui siamo tutti in discussione. E comunque se dopo questo mercato il gruppo è rimasto più o meno lo stesso, significa che siamo forti e il club conta su di noi. D’altronde abbiamo dato tanti giocatori alle nazionali: vuol dire che lavoriamo bene“.

Redazione MilanLive.it