Vincenzo Montella
Vincenzo Montella (foto acmilan.com)

MILAN NEWS – Big match nel posticipo serale della 6.a giornata di Serie A: Fiorentina-Milan. Nella consueta conferenza stampa di vigilia, Vincenzo Montella ha parlato ai giornalisti presenti a Milanello.

Tanti i temi trattati, anzitutto sul momento positivo della sua squadra che arriva da due vittorie contro Sampdoria e Lazio: “Le due vittorie sono già dimenticate, ora siamo concentrati sul presente. Contro la Fiorentina sarà una gara molto difficile. Al di là delle risposte e degli obiettivi finali, la cosa importante è verificare che la squadra continui a crescere, senza fare pensieri a lungo termine. Io sono sempre ottimista su quello che posso portare avanti, perché così ho più energia da trasmettere ai giocatori. L’aspirazione di un allenatore è di dare sempre qualcosa in più alla squadra”

Sul suo passato alla Fiorentina e sugli elogi del suo ex calciatore Borja Valero: “Le sue parole mi fanno piacere. Lui è stato uno dei simboli della mia Fiorentina. Tra noi c’è stato un grande rapporto. Se conoscono le mie idee? Gli allenatori possono cambiare idee di gioco e anche i calciatori interpretare in maniera diversa le indicazioni. Torno volentieri a Firenze, mi fermerò lì dopo la partita. Ho tanti amici. Addio? Ho avuto grande rispetto per tutti. Con la società sono stato molto sincero e ho spiegato che non avevo più le motivazioni per andare avanti. Era concluso il mio ciclo in viola e ho avuto uno splendido rapporto con il pubblico”.

Il Milan è attualmente una delle squadre che schiera il maggior numero di italiani tra titolari, e con una età media molto bassa: “A prescindere dall’età o dalla nazionalità dei calciatori, sono sempre contento quando vinciamo. Il club però con i giovani sta costruendo una base importante per gli anni futuri e vanno fatti i complimenti al settore giovanile. Ogni allenatore è contento di poter schierare giocatori giovani, per poter costruire una base per il futuro”.

Sui singoli, da Carlos Bacca a Davide Calabria passando per M’Baye Niang: “Carlos con più collaborazione potrebbe esprimersi meglio, ma è anche vero che gli attaccanti negli ultimi 30 metri devo avere libertà di interpretare le situazioni. Penso solo a come sfruttare al meglio le sue caratteristiche. Calabria è un ragazzo con caratteristiche importanti. Abbiamo deciso di tenerlo perché abbiamo visto in lui ottime qualità e possibilità. Niang sta facendo grandi cose, ma sono sicuro che può fare ancora di più. Ha ancora margini di miglioramento e deve capire come gestire le giocate a seconda dei momenti della partita. Deve imparare a gestire le situazioni in cui può fare delle giocate e quello e in cui non deve rischiare. Tridente da Champions? Può essere, ma hanno tanti margini di miglioramento. Niang e Suso possono crescere molto”.

Sui giocatori meno utilizzati come Mario Pasalic e sugli infortunati: “Pasalic si sta allenando bene, ma arriva da un lungo infortunio e ha bisogno di tempo per tornare al massimo della forma. Bertolacci ha tutte le carte giuste per essere nel nostro gruppo. Purtroppo ha subito un infortunio lungo e la sua è un’assenza che dispiace. Settimana prossima lui, Mati e Zapata avranno dei controlli per capire a che punto sono. Sosta per le nazionali? Vanno analizzate le partite e capire perché sono successe certe cose. Con l’Udinese abbiamo perso per un episodio. Se i giocatori vanno in Nazionale, sono più motivati”.

Ancora sul momento del Milan: “Io sono sempre ottimista su quello che posso portare avanti, perché così ho più energia da trasmettere ai giocatori. L’aspirazione di un allenatore è di dare sempre qualcosa in più alla squadra. Sono molto motivato e contento di lavorare con questi giocatori”.

Sulla vittoria nel turno infrasettimanale contro Lazio e sul possibile turn-over: “All’inizio abbiamo avuto difficoltà non per un problema tattico, ma di approccio alla gara. Abbiamo preparato la partita in una certa maniera, ma abbiamo perso qualche sicurezza. Poi lentamente siamo riusciti a imporre il match che avevamo preparato. La stagione è appena cominciata e non c’è miglior modo di allenarsi che giocare. A questi livelli, fisicamente i giocatori possono fare più di una gara consecutiva. A livello mentale invece il discorso è diverso e qualcuno non si esprime al massimo se non è carico mentalmente. Quando si preparano partite importanti come le ultime, ci può essere il timore che l’avversario sia superiore a livello tattico-tecnico, ma a livello mentale non deve succedere. Mi aspetto risposte da questo punto di vista, non possiamo sbagliare, serve un approccio di alto profilo”.

Sulla posizione di Riccardo Montolivo, che è stato spostato da interno di centrocampo al momento dell’ingresso in campo di Manuel Locatelli: “Può fare la mezzala, lo ha fatto bene nelle ultime gare quando è entrato Locatelli. E’ un ruolo che ha fatto anche in passato. Riccardo può adattarsi a diversi ruoli. Formazione? Se dovessi scegliere la stessa formazione di martedì, non è detto che abbiamo trovato la quadra. In una stagione non si possono usare solo 11 giocatori”.

Su Silvio Berlusconi,  il rapporto con i tifosi rossoneri e il poco utilizzo di Keisuke Honda: “Al presidente piace il bel gioco, quindi dovremo riconquistare prima lui e i tifosi attraverso il bel calcio. Serve programmazione e si vede che c’è dai tanti giovani che ci sono in campo. Calciomercato? Non lo so. Un allenatore non deve pensare troppo oltre o al mercato, perché è lontanissimo. Grandissimo professionista, di altissimo livello. Pian piano sta trovando più spazio”.

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it