Carlo Ancelotti Silvio Berlusconi
Carlo Ancelotti e Silvio Berlusconi (getty images)

MILAN NEWS – Si avvicina l’importante compleanno di Silvio Berlusconi che domani spegnerà ben 80 candeline. Lo storico presidente del Milan è vicino a lasciare la guida del club alla cordata cinese ed a maggior ragione fioccano i ricordi dei protagonisti della sua era piena di vittorie, trionfi e acquisti stratosferici sul mercato.

L’edizione odierna de Il Giornale ha interpellato Carlo Ancelotti, ex calciatore prima ed allenatore poi nel Milan, capace di portare da tecnico ben due volte la Champions League, nel 2003 e nel 2007, all’interno della già ricca bacheca di Milanello. Un rapporto particolare ma fondamentalmente di reciproca stima quello tra Ancelotti e il presidente Berlusconi, raccontato così dal mister emiliano: “Silvio Berlusconi non è stato uno dei tanti presidenti che hanno dato lustro al calcio italiano e alla storia del Milan. Berlusconi è stato il grande innovatore che ha trascinato il calcio italiano dal medioevo all’era moderna liberandolo dalla polvere che c’era nel settore. Pensi solo a questo dettaglio: oggi alcuni club hanno inserito nei loro staff la figura del nutrizionista, lui trent’anni fa parlava di alimentazione corretta a Milanello“.

Ecco alcuni episodi particolari sul Berlusconi presidente e tifoso: “Ne scelgo due simboliche. Comincio dalla cena fatta ad Arcore prima della sfida scudetto col Napoli di Maradona, maggio dell’88: il presidente riunì la squadra e tra le raccomandazioni finali invitò a rispettare una settimana di castità assoluta per esprimere il massimo delle energie la domenica successiva. Gullit si alzò, prese la parola e disse: presidente, creda a me, se aboliamo la castità, correremo di più. La risata collettiva stemperò la tensione di quelle ore. Poi a Barcellona, prima finale di Coppa Campioni della sua epopea. Eravamo in pullman, non riuscivamo ad avvicinarci all’ingresso principale dello stadio per la marea di tifosi milanisti arrivati in Spagna, ottantamila addirittura, e Berlusconi rivolto alla squadra commentò: se dovessimo perdere, faremmo comunque notizia, diventerebbe il più affollato funerale di tutti i tempi!“.

Infine Ancelotti spiega con un aneddoto il suo rapporto ai tempi della panchina rossonera, dal 2002 al 2009: “Fui circondato in ogni momento dei successivi 8 strepitosi anni, dal suo affetto oltre che dal suo incoraggiamento. Mai Berlusconi criticò il mio lavoro dopo una sconfitta, sempre, invece, dopo un successo, mi passava osservazioni per migliorare il gioco che mi facevano riflettere. L’ossessione sulle due punte? Io me la cavai con una furbata perché continuai in molte partite a giocare col famoso alberello di Natale, Shevchenko più Kakà e Rui Costa, con un piccolo trucco. Kakà, nell’elenco dei convocati, risultava sempre tra gli attaccanti“.

Redazione MilanLive.it