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Cessione Milan, il Governo di Pechino rallenta il closing

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:23
Silvio Berlusconi Xi Jiping
Silvio Berlusconi e Xi Jiping (©Getty Images)

MILAN NEWS – La situazione societaria del Milan non è delle più semplici. Al momento c’è una gestione condivisa tra attuale proprietà e quella che dovrebbe prenderne il posto entro il 3 marzo.

Ogni scelta va concordata tra le parti, quando comporta impegni sul piano economico-finanziario che poi riflettono sul bilancio. Quindi in pratica ogni aspetto passa sotto l’esame sia di Fininvest che dei cinesi della Sino-Europe Sports. Quest’ultimi, una volta acquistato il club, ripianeranno le spese sostenute.

La convivenza non è certo lo scenario migliore per aiutare il Milan a migliorarsi, sia sul mercato che a livello commerciale e negli altri settori. La speranza è che davvero entro il 3 marzo si giunta al tanto atteso closing del passaggio di proprietà della società rossonera. Un’operazione che da Pechino è stata rallentata a causa delle nuove leggi in materia di esportazione dei capitali dalla Cina all’estero.

Il quotidiano La Repubblica oggi ricorda che “a settembre sono state approvate disposizioni molto restrittive sugli investimenti all’estero, sia da parte di imprese, ma soprattutto per i privati. Le autorità vogliono limitare l’espatrio di capitali, per difendere l’economia interna. Per cui hanno varato diversi livelli di controllo: sia per verificare dove approdano i capitali, sia per valutare il valore effettivo delle società in cui si investe. Siccome Sino Europe è un fondo di investimento che ha raccolto capitali anche da singoli imprenditori, il governo vuole essere sicuro che i capitali una volta usciti non diventino fuori controllo”.

Di recente Yonghong Li, presidente di Sino-Europe Sports, ha rivelato che sono stati raccolti più capitali di quelli richiesti per l’investimento. Una mossa decisa, forse, per non farsi trovare impreparati nel caso in cui non tutti i soggetti coinvolti nell’operazione ricevessero l’ok all’espatrio dei capitali. Ad ogni modo, l’uomo d’affari cinese ha anche spiegato che è pronto un piano B in caso di mancanza di autorizzazioni. Probabile si riferisse a un possibile prestito da parte di istituti bancari europei.

 

Redazione MilanLive.it