Francesco Acerbi
Francesco Acerbi (©Getty Images)

MILAN NEWS – Una vita incredibile quella di Francesco Acerbi. Promettente centrale di provincia, che ha provato l’esperienza ‘top’ con il Milan sprecandola. Poi il doppio baratro del tumore, la chemioterapia, la ripresa incredibile pure dopo le accuse di aver preso del doping per tornare in campo.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Acerbi ha spaziato su vari argomenti della propria intensa esistenza, ma soprattutto sul mondo del calcio che lo vede protagonista, come uno dei centrali italiani più talentuosi del momento. Domani col suo Sassuolo sfiderà quel Milan che nel 2012 provò a dargli una chance importante: “Dopo i video di Weah e le partite in curva da tifoso, il Milan diventò obiettivo un giorno a Pavia, seduto sul divano davanti alla tv. Inquadrarono la panchina rossonera e la tribuna vip di San Siro e mi dissi: ‘Io voglio giocare lì’. Due anni dopo ero lì, ricordo l’abbraccio con mia mamma dopo la firma in via Turati: ‘Ce l’ho fatta’. Ce l’avevo fatta pur non essendo un santo, tant’è che mi avvisarono subito: ‘Tu abiterai a Gallarate’. Mi sentivo arrivato: ‘Ma allora posso continuare a fare la stessa vita…’. E sparai: ‘Starò qui dieci anni’“.

Le cose non andarono come previsto però e Acerbi ancora si rammarica: “Con la testa di adesso avrei potuto, ma vivevo nel mio mondo fatto di alibi, 4-5 chili sovrappeso: mi scivolava addosso tutto, anche le frasi di Allegri e di Galliani, che pure sapeva come parlarmi e non avrebbe voluto mandarmi via. Avevo già perso in partenza. Ma nonostante tutto il Milan non è un ricordo doloroso, se ci ripenso mi dico ‘Ma che peccato’ come quando feci il viale di Milanello per l’ultima volta. Sì, ero ancora acerbo: di cognome e di fatto”.

 

Redazione MilanLive.it