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Il successo di Furlani, così si tiene il Milan: il campo non conta più

Una dura realtà con la quale fare i conti. Il Diavolo rischia di allontanarsi sempre di più dal Paradiso 

Furlani sorridente
Il successo di Furlani, così si tiene il Milan: il campo non conta più (Ansa) – MilanLive.it

“AC Milan ha annunciato oggi che Giorgio Furlani è stato nominato nuovo Amministratore Delegato, succedendo a Ivan Gazidis che concluderà il suo mandato ai primi di dicembre”.

Era l’11 novembre 2022 quando con questo comunicato il club rossonero annunciavo l’arrivo del classe 1979 al Diavolo. Furlani, uomo Elliott dal 2010, ha così iniziato la sua avventura chiudendo la stagione con un attivo a bilancio da circa sei milioni di euro.

Non era stata certo tutta farina del suo sacco questo successo, ma i bilanci del Milan nelle stagioni successive – la 23/24 e la 24/25 – saranno ancora in verde. Questi attivi ovviamente sono, indiscutibilmente, frutto del lavoro di Giorgio Furlani. Un successo che indubbiamente fa sorridere non poco il proprietario Gerry Cardinale.

Milan, il campo piange e il bilancio sorride

Con l’arrivo di Furlani, però, sul campo il Diavolo ha solamente pianto: prima l’addio a Paolo Maldini, artefice dello Scudetto del 2022, poi un Milan fuori dalle coppe europee, con cui si è toccato il punto più basso.

La vittoria con Giorgio Furlani nel ruolo di Amministratore Delegato è dunque rimasta fin qui un miraggio. Fatta eccezione del trionfo in Supercoppa Italiana. In estate c’è stata così la rivoluzione: ci si è affidati ad un uomo forte in panchina come Massimiliano Allegri, che ha riportato il Diavolo sulla linea di galleggiamento.

Furlani e Ibra
Milan, il campo piange e il bilancio sorride (Ansa) – MilanLive.it

L’obiettivo richiesto dalla società è lì, ormai dietro l’angolo: nonostante la flessione dell’ultimo periodo, la qualificazione in Champions League non è ancora in discussione. Lo Scudetto, invece, è tornato ad essere un miraggio.

Un sogno raggiungibile solo attraverso il lavoro e la programmazione. Servono acquisti mirati, servono giocatori capaci di alzare il livello e non l’ennesima rivoluzione, ma in queste ore si pensa all’addio di Allegri e Tare. Una nuova ripartenza, un nuovo anno zero che non farebbe altro che tenere bassa l’asticella.

L’ennesima rivoluzione sarebbe ovviamente il risultato del fallimento a livello sportivo di Giorgio Furlani. Ma il classe 1979 appare ben saldo alla sua poltrona. La domanda che tutti si fanno è perché?

Per quale motivo Furlani dovrebbe restare al suo posto? Con il rifinanziamento del prestito e l’uscita di Elliott, non ci sarebbe ragione per averlo ancora in sella. A meno che…

A meno che il lavoro di Furlani non venga ritenuto positivo. L’attuale AD, come detto, ha all’attivo tre bilanci in utile. Tre vittorie che evidentemente contano più dei risultati sul campo. E’ una visione comprensibile. Sarebbe la visione di Gerry Cardinale qualora tenesse ancora Furlani al suo posto.

Il messaggio che darebbe a tutto il popolo rossonero, tenendo l’attuale AD e separandosi da Allegri sarebbe chiaro: l’unica cosa che davvero conta è il bilancio. Il campo è solo un palcoscenico dove si tiene uno spettacolo, la vittoria un’optional. E il tifoso? Meglio che sparisca, meglio che cancelli la propria fede e diventi appassionato di calcio (inteso come intrattenimento) così da godersi quello che di buono hanno da offrire 22 giocatori. Poi se vincono quelli con la maglia gialla, rossonera, bianconera o nerazzurra non fa differenza.