Suso Francesco Magnanelli
Suso e Francesco Magnanelli (©Getty Images)

Siamo alla vigilia di Sassuolo-Milan, importante sfida che si giocherà alle ore 15:00 al Mapei Stadium. Sarà una partita molto importante per la squadra di Vincenzo Montella, ancora in corsa per l’Europa League. Ma i ragazzi di Eusebio Di Francesco, bestie nere per la compagine milanista negli ultimi anni a Reggio Emilia, venderanno cara la pelle per fare risultato.

Per parlare di questo match abbiamo intervistato i colleghi di CanaleSassuolo.it, che hanno risposto alle nostre domande attraverso la voce di Massimiliano Todeschi.

1) Considerando che il campionato del Sassuolo ha ormai poco da chiedere, salvezza quasi raggiunta e qualificazione Europa League lontana, come si presenta la squadra di mister Di Francesco a questo appuntamento?

“L’obiettivo della squadra è quello di fare più punti possibile. Sembra una frase fatta ma il raggiungimento della parte sinistra della classifica è un obiettivo alla portata che può fornire una buona base per la prossima stagione. Tra l’altro quest’anno il Sassuolo non ha ancora battuto una “grande” e speriamo che domenica possa essere la volta buona”.

2) Il Milan ha dimostrato di avere più facilità nell’incidere quando l’altra squadra fa la partita e i rossoneri possono agire di rimessa sfruttando gli spazi e i contropiedi. Il Sassuolo, che solitamente vuole avere il pallino del gioco, come si approccerà al match?

“I neroverdi dovranno prestare molta attenzione alla prima fase della gara. Troppo spesso, quest’anno, si sono subiti gol evitabili nei primi minuti di gioco. Di Francesco spinge molto su un approccio quasi sfrontato, vedremo se questa volta sarà esaudito. Di certo la volontà sarà quella di bissare il successo di Udine di domenica scorsa”.

3) Il Sassuolo cosa teme di più del Milan? E cosa invece il Milan deve temere di più del Sassuolo?

“I due allenatori sono lo specchio del gioco delle loro squadre. La pazienza di Montella e la sua capacità di motivare il gruppo sono ben noti a Di Francesco, che è peraltro suo ex compagno di squadra e amico. La caparbietà è una dote che il Milan di quest’anno ha mostrato in diverse occasioni insieme a un estremo difensore come Donnarumma che al netto di qualche errore veniale rimane un fuoriclasse. Dall’altro lato, il tridente d’attacco neroverde, qualora come centravanti venisse schierato Defrel, sarebbe composto da tre giocatori rapidi e imprevedibili (oltre al francese, Politano e Berardi) che potrebbero creare più di un grattacapo alla difesa rossonera”.

4) Il Sassuolo all’andata a San Siro si lamentò molto per alcuni episodi arbitrali controversi. Ci sono ancora strascichi di quella sfida che influenzano a livello nervoso un po’ la squadra neroverde?

“Non credo. A mio avviso quel rigore-non rigore non avrebbe dovuto essere fischiato ma la polemica si è trascinata fin troppo a lungo e in tutta onestà va riconosciuto che quell’episodio non può essere utilizzato come alibi a distanza di mesi: una squadra avanti per 1-3 che si fa poi rimontare e superare ha evidentemente commesso qualche errore, cosa che peraltro è avvenuta diverse volte nel girone di andata dei neroverdi. L’ambiente mi pare comunque abbastanza fiducioso, forte del fatto che il Milan è sempre uscito sconfitto dal Mapei Stadium”.

5) Più volte Berardi è stato indicato come partente e poi è rimasto in Emilia. Questa volta c’è la sensazione che a fine stagione se andrà?

“Difficile a dirsi. Berardi è il giocatore più talentuoso della rosa e oggettivamente meriterebbe di spiccare il grande salto. In caso di permanenza di Di Francesco sulla panchina del Sassuolo anche il numero 25 potrebbe restare nel distretto ceramico per un’altra stagione, ma in caso contrario la sua destinazione è tutt’altro che definita: da anni lo si ritiene promesso sposo della Juventus, ma con le nuove proprietà asiatiche non mi stupirei di veder indossare a Berardi, in futuro, la casacca di uno dei due club milanesi”.

 

Redazione MilanLive.it