Carlos Bacca
Carlos Bacca (©Getty Images)

Sassuolo-Milan è stata una partita che ha regalato ai moviolisti molti episodi da analizzare. La squadra di Eusebio Di Francesco si è sentita danneggiata dalle decisioni prese dall’arbitro Gianpaolo Calvarese e dai suoi assistenti.

Uno degli episodi più controversi ha riguardato il calcio di rigore calciato da Carlos Bacca, decisivo per la vittoria rossonera. Gli emiliani si sono lamentati non solo per la concessione del penalty, visto che a loro avviso Andrea Bertolacci è andato giù da solo, ma pure per l’esecuzione. Il colombiano, infatti, scivolando ha calciato il pallone sul proprio piede sinistro d’appoggio e creato una particolare traiettoria che ha beffato Andrea Consigli. Subito i neroverdi si sono scagliati contro direttore di gioco e giudice di linea, ma restando inascoltati.

Per regolamento, un giocatore non può colpire la palla due volte quando esegue un rigore. In tali casi l’arbitro dovrebbe annullare l’eventuale gol e dare una punizione a favore della squadra avversaria. Nel caso specifico di Bacca, però, il penalty andava ripetuto. Il motivo? La presenza di Francesco Acerbi dentro l’area prima che il colombiano tirasse. Nessun calciatore può entrare in area negli istanti precedenti all’esecuzione. Dunque il rigore doveva essere ribattuto nella circostanza. L’aiuto della VAR (video assistence referees) avrebbe consentito a Calvarese di prendere una decisione più corretta.

 

Redazione MilanLive.it