Casa Milan
Casa Milan (foto Instagram)

MILAN NEWS – Il problema del Milan ora non è più paradossalmente il closing e il rischio dell’ennesimo slittamento dell’affare. I punti interrogativi riguardano un contesto più grande, ovvero la totale gestione del club rossonero e il futuro dello stesso, sempre più intriso di dubbi e oscurità.

Tutta colpa di un affare che, oltre a non andare in porto, è ricco di buchi neri e situazioni mai troppo chiare. Fin dal contratto preliminare stipulato ad agosto scorso tra Silvio Berlusconi e i rappresentanti della cordata cinese si era capito che ad acquisire il Milan non sarebbero stati ne’ gli sceicchi, ne’ petrolieri russi e neppure un singolo soggetto dalle enormi risorse, come è stato con Suning per l’Inter. Si è trattato di un fondo in grado di raccogliere gli investimenti di società e soggetti non proprio d’élite, gestito da Yonghong Li, presidente di una società-veicolo che al momento non è ancora riuscita ne’ a saldare i conti dell’affare, ne’ a consegnare a Fininvest la lista definitiva dei soci che compongono la sua Sino-Europe Sports.

Troppi misteri e ritardi nell’operazione, come ricorda la Gazzetta dello Sport; ora il dubbio non è tanto legato a chi sarà ad investire nel Milan, vista l’uscita dai ranghi di alcuni presunti investitori. Ma se dovessero arrivare i 320 milioni di euro mancanti, è a rischio la tenuta e la gestione del Milan, che andrebbe in mano ad un gruppo finanziario che si basa sui prestiti delle banche e su quelli delle società offshore, come Willy Shine che ha già anticipato i soldi della seconda caparra a dicembre. Insomma i tifosi devono preoccuparsi non tanto per il rinvio del closing, ma nel caso in cui l’operazione andasse in porto c’è da valutare per bene a chi andrà in mano il nuovo Milan.

 

Redazione MilanLive.it