Bandiera cina
Bandiera cinese (©Getty Images)

MILAN NEWS – Oggi il Corriere della Sera scrive che sono mancati 160 milioni di euro per chiudere la cessione del Milan. Il closing è saltato, almeno per adesso, perché due soggetti che avevano promesso di finanziare l’affare si sono sfilati.

Il quotidiano spiega testualmente che «dopo la stretta del governo di Pechino sulle esportazioni di capitali all’estero, infatti, la struttura finanziaria dell’operazione è cambiata. Non più un fondo di investimenti, ma una società di capitali offshore, basata a Hong Kong. Quelli che dovevano essere investitori — per esempio Huarong, che risulta ancora coinvolta — sono diventati finanziatori, tra l’altro obbligati alla massima riservatezza perché c’è molta attenzione a non irritare il governo».

Adesso si va verso una proroga del closing, che dovrebbe essere fissato tra il 31 marzo e il 7 aprile. Per ottenere questo rinvio, i cinesi di Sino-Europe Sports dovranno versare 100 milioni di ulteriore caparra a Fininvest, dopo i 200 già versati nel 2016, entro il 10 marzo. Questo denaro dovrebbe già essere nelle disponibilità degli acquirenti e depositati a Hong Kong in un conto della Rossoneri Champion società creata ad hoc da SES mesi fa.

Lecito chiedersi quale sia la credibilità degli acquirenti, visto l’evolversi della situazione. Eppure sia Fininvest che advisor come Lazard e Rotschild hanno garantito sull’affidabilità di questi soggetti. Anche se il Corriere della Sera si chiede come mai per il Milan non si sia fatto avanti un gruppo tipo Suning, ma solo cordate. Prima quella di Mr. Bee Taechaubol e poi quella di Yonghong Li. Secondo il quotidiano il problema è l’ipervalutazione del club da circa un miliardo tra azioni (520 milioni), debiti (220) e investimenti obbligati (350).

 

Redazione MilanLive.it