Carlos Bacca Cristian Zapata Andrea Bertolacci
Carlos Bacca, Cristian Zapata e Andrea Bertolacci (©Getty Images)

Il closing non c’è, la squadra sì. Se sulle vicende societarie bisogna stendere un velo pietoso, invece su quanto sta facendo il Milan di Vincenzo Montella in campo ci piace scrivere e spendere elogi per tutta la squadra. Contro il Chievo Verona terza vittoria consecutiva e obiettivo Europa League ancora vivo.

Un 3-1 meritato per i rossoneri, che hanno creato tantissime occasioni e avrebbero potuto vincere con un risultato più ampio e meno apprensione. Nota di merito comunque ai ragazzi di Rolando Maran, che sono venuti a San Siro per giocarsela e non hanno fatto le barricate. Ovviamente questo atteggiamento ha poi favorito il Milan, che fatica quando gli avversari si chiudono e invece si trova maggiormente a proprio agio quando sono gli altri a fare gioco e a riversarsi in avanti lasciando dunque spazi. E negli spazi diversi nostri giocatori riescono ad esaltarsi.

La vittoria di ieri sera porta senza dubbio la firma di Bacca, attaccante che nel corso del match è stato croce e delizia. Ha segnato i primi due gol, ma nel mezzo ci sono state diverse occasioni sciupate, tra cui un calcio di rigore. Il colombiano, però, più che nelle altre recenti gare è stato veramente al centro della manovra offensiva milanista. Ha duettato meglio con i compagni e si è mosso in modo più proficuo, non a caso trovandosi più volte con il pallone buono per andare in rete. Ha avuto ottimi spunti personali e sicuramente la sua prestazione è incoraggiante. Contro la Juventus, però, dovrà essere un cecchino e sfruttare ogni minima occasione perché i bianconeri allo Stadium concedono sempre poco.

Ci piace sottolineare anche le prove offerte da altri calciatori. Vangioni e De Sciglio hanno fatto bene sulle corsie laterali difensive, Donnarumma ha dato sicurezza come sempre, Romagnoli al rientro ha fornito una prova solida, Bertolacci ha fatto intravedere alcuni sprazzi del buon centrocampista visto ai tempi del Genoa. Ma non si può non esaltare le prove di Sosa e Deulofeu. L’argentino ha preso le chiavi del centrocampo del Milan, mostrando personalità e quelle doti tecniche che a inizio stagione erano rimaste nascoste. Serviva tempo per adattarsi a giocare in mediana, ma sembra che Montella sia riuscito nel proprio intento e abbia recuperato un giocatore praticamente. Per quanto concerne l’ex Barcellona, Gerard ha fornito una prestazione straordinaria dal punto di vista dell’impegno e dello spirito di sacrificio, pecca un po’ al momento di finalizzare, ma è insostituibile e ha margini di crescita ancora notevoli. Positive le prove di Ocampos e Lapadula; soprattutto per quest’ultimo il ritorno al gol è stato importante, una liberazione.

La squadra dopo un inizio di 2017 negativo si è ripresa alla grande e sicuramente ci sono grossi meriti di Montella. Il mister non ha mai perso la testa, è sempre stato equilibrato e ha dato tranquillità al gruppo. Questa serenità si percepisce dall’esterno e non a caso il Milan è tornato a macinare punti. Anche se i conti andranno fatti alla fine della stagione. Però il lavoro del tecnico resta da elogiare, soprattutto considerando il caos societario che regna e che avrebbe potuto influenzare negativamente lo spogliatoio. Montella ha isolato i ragazzi da tutto questo ed è stato bravissimo a farlo. Quando leggiamo che il suo posto sulla panchina rossonera è in bilico, sorridiamo. E’ follia pensare di non confermarlo. Il Milan deve ripartire proprio da lui, mettendolo nelle condizioni migliori per ottenere risultati. Quest’anno sta tirando fuori il massimo dal materiale, non di primissima qualità, di cui dispone e non gli si possono chiede altri miracoli.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)