Sead Kolasinac
Sead Kolasinac (©Getty Images)

CALCIOMERCATO MILAN – Il periodo di convivenza tra l’attuale società e i futuri dirigenti hanno portato a una situazione non certamente facile in casa Milan. La necessità di operare sul mercato solamente scelte condivise ha reso complicato per Adriano Galliani finalizzare acquisti e cessioni. Ogni decisione sua e del direttore sportivo Rocco Maiorino andava concordata e sottoposta ad approvazione dei loro successori in pectore, ovvero Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli.

Più volte l’amministratore delegato rossonero ha sottolineato quanto fosse complicato muoversi in un simile contesto. Alla fine alcuni giocatori sono sbarcati a Milanello durante la sessione invernale del mercato, condotta a budget zero visto che Fininvest e i cinesi di Sino-Europe Sports non hanno voluto mettere sul piatto del denaro da investire. Questa situazione è ufficialmente terminata dalla mezzanotte del 3 marzo, visto che il closing non si è fatto ed è scaduta l’esclusiva. Ma in caso di nuova intesa tra le parti nei prossimi giorni, lo scenario si ripeterebbe e renderebbe difficile anche poter effettuare quei rinnovi contrattuali di cui si parla da tempo. Su tutti quelli di Gianluigi Donnarumma e Suso.

Oggi il quotidiano La Repubblica ha messo in evidenza il fatto che nei mesi scorsi le due diverse anime del Milan abbiano trattato lo stesso giocatore in alcuni casi. Da una parte il duo Galliani-Maiorino, rappresentante dell’attuale società, dall’altra la coppia Fassone-Mirabelli, espressione della futura dirigenza. Come riportato anche dal portale calciomercato24.com, uno dei nomi finiti sul taccuini dei citati dirigenti è quello di Sead Kolasinac. Il terzino bosniaco è in scadenza di contratto a giugno 2017 e sia per gennaio che per l’estate rappresentava un’opzione low cost interessante. Il giocatore classe 1993 possiede anche il passaporto tedesco e dunque non occuperebbe uno slot per extracomunitari. Sulle sue tracce ci sono anche Juventus, Roma e Chelsea.

La Repubblica spiega che la condivisione con i cinesi prevedeva lo scambio formale di informazioni (spesso via mail) a trattativa quasi ultimata, come successo con Riccardo Orsolini dell’Ascoli. Ma prima ognuno era libero di muoversi autonomamente. Con il rischio di incroci sul terreno di caccia. Non il modo migliore per operare sul mercato, come si può ben capire. I tifosi sperano di non vivere più situazioni del genere, che finiscono per danneggiare il Milan.

 

Redazione MilanLive.it