Pan Gongsheng
Pan Gongsheng (©Getty Images)

MILAN NEWS – Che l’operazione di acquisto del club rossonero da parte di Yonghong Li avesse nel Governo di Pechino un ostacolo era fatto noto. La stretta sull’espatrio di capitali dalla Cina all’estero per investire fuori dai confini cinesi ha complicato tutto l’affare.

Il vasto Paese asiatico ha deciso di effettuare maggiori controlli e ha bloccato soprattutto le operazioni che contemplavano una buona parte di denaro a prestito sul totale della transazione. Un po’ come quella di Sino-Europe Sports con il Milan, visto che Yonghong Li mette solo una parte di patrimonio proprio e il resto del denaro proveniva invece da prestiti di altri finanziatori. Uno scenario che qualche giorno fa ha ben spiegato il Wall Street Journal.

Banca Popolare Cinese: no al closing Milan?

In queste ore è arrivata una decisa presa di posizione da parte della Banca Popolare Cinese, per conto del vice-governatore Pan Gongsheng. Egli ha infatti affermato quanto segue sull’acquisizione di club stranieri da parte di investitori cinesi: “L’anno scorso molte imprese cinesi hanno acquistato squadre di calcio straniere – riporta l’agenzia Reuters -. Se questi acquisti contribuissero a migliorare il livello del calcio cinese, allora penso che sarebbe una buona cosa. Ma è quello che sta realmente accadendo? Un sacco di aziende cinesi hanno già elevati livelli di debito e poi prendono in prestito un’altra grande somma per fare acquisti all’estero. Altre fingono di investire, ma stanno in realtà solo muovendo i loro assets”.

In Cina hanno voluto porre un freno agli investimenti irrazionali, soprattutto negli ambiti dello sport e dell’intrattenimento. Adesso, come accennavamo in precedenza, vengono effettuati maggiori controlli e sulle operazioni a debito c’è stato un blocco. L’affare riguardante il passaggio del Milan a SES, società guidata da Yonghong Li, è finito coinvolto inevitabilmente in questa situazione. E adesso è difficile capire se il famoso closing potrà andare in porto o meno. Dopo l’ottimismo delle scorse settimane, adesso la sensazione è che tutto possa naufragare. Il mancato closing del 3 marzo ha fatto drasticamente scendere la credibilità degli acquirenti e dell’intero deal.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)