Paul Singer
Paul Singer (foto dal web)

MILAN NEWS – Il fondo americano Elliott Management Corporation ha consentito a Yonghong Li di salvare l’operazione di acquisto del club rossonero. La società di Paul Singer presterà 180 milioni di euro per l’acquisto delle quote, altri 70 per finanziare i debiti a breve termine e in più ci dovrebbero essere altri 50 milioni destinati al calciomercato.

Questo denaro dovrà essere rimborsato da Yonghong Li nel giro di 18 mesi e c’è chi si è preoccupato, ovviamente, di capire come l’uomo d’affari cinese farà e se il Milan rischia di diventare poi di proprietà di Elliott in caso di problemi nel pagamento. Pasquale Campopiano tramite il proprio blog riporta le parole di una fonte vicina alla trattativa e che ha svelato la presenza di una clausola molto importante.

Di seguito le parole di questa persona: “Nell’accordo firmato lo scorso sabato 25 marzo tra la Rossoneri Lussemburgo e l’hedge fund statunitense Elliott c’è una clausola che impedisce alla società di Yonghong Li di vendere o svalutare gli assets strategici di Ac Milan per ottemperare al pagamento del prestito concesso. Dovessimo ad esempio vendere Bacca, è nero su bianco che dovrà essere acquistato un giocatore di pari livello se non più forte“.

Gli assets strategici, oltre al centro sportivo di Milanello, sono rappresentati dai giocatori. Elliott non vuole veder svalutata la squadra per consentire a Yonghong Li di incassare e rimborsare il denaro richiesto. C’è una clausola precisa che impedisce tutto questo. E l’uomo d’affari cinese, stando a quanto riportato da Campopiano, come garanzie ha messo sul tavolo «una dettagliatissima due diligence sul suo patrimonio personale, circa 700 milioni, più tutta una serie di garanzie provenienti da accordi finanziari stretti tra Hong Kong e la Cina (questi ultimi aspettano l’allentamento sull’esportazione dei capitali)».

Per i 180 milioni sono state comunque impegnate le quote del club, che costa 520 milioni e pertanto parliamo del 30% delle azioni. Per quanto concerne i 120 milioni Elliott ha concesso il prestito perché convinto del piano industriale del Milan messo su da Marco Fassone. La garanzia è il flusso di ricavi futuri del club. Campopiano aggiunge: «nei tempi stabiliti, la restituzione di questa cifra con gli interessi dovrà essere presa da sponsorizzazioni, diritti tv, partnership etc.. Tutto chiaro? Spero di sì. Chiaramente in caso di mancato pagamento, a quel punto il colosso americano potrebbe rivalersi sia sulle quote del club che sul piano industriale».

Elliott tra le condizioni poste ha messo anche quella di evitare spese folli e un eccessivo indebitamento. Ma per il calciomercato non c’è da preoccuparsi, infatti Campopiano spiega che c’è «la parte di capitali depositata ad Hong Kong “due to closing”, che funge anche da garanzia per Elliott. Le fonti interpellate confermano un budget tra i 100 e i 150 milioni per il mercato».

 

Redazione MilanLive.it