Marina Berlusconi (Getty Images)

MILAN NEWS – Dopo 31 anni il Milan ha smesso di essere di proprietà di Fininvest e della famiglia Berlusconi. Il 13 aprile 2017 è stato sancito il closing della cessione al cinese Yonghong Li. Un’operazione da 520 milioni di euro, finiti nelle casse di Fininvest per la vendita delle quote azionarie rossonere.

Marina Berlusconi è sempre stata ritenuta la persona che in famiglia volesse più di tutti liberarsi del Milan, ormai fonte solamente di ingenti perdite e non più funzionale alla strategia della holding di via Paleocapa. Proprio lei al Corriere della Sera si è così espressa: «Nessuna vittoria, la vendita del Milan ha rappresentato una sconfitta per tutti. Quello del closing non è stato un gran giorno né per mio padre né per la nostra famiglia. Ma non si poteva fare altrimenti, mio padre l’ha spiegato in quella bellissima lettera di congedo. E, se guardiamo al nostro gruppo, l’impatto positivo della vendita sui conti, tra l’incasso e gli esborsi annui che non dovremo più sostenere, è davvero rilevante».

La figlia più grande di Silvio Berlusconi ammette che vendere il club è stata una sconfitta, ma che allo stesso tempo è stata un’operazione inevitabile. I costi per mantenere il Milan erano diventati eccessivi e adesso Fininvest ha altri asset su cui puntare. In particolare c’è una battaglia con Vivendi per Mediaset. I soldi incassati dalla vendita del ‘Diavolo’ hanno dato un po’ di respiro alle casse della holding di famiglia.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)