Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi (©Getty Images)

MILAN NEWSFilippo Inzaghi ha avuto un’infelice esperienza da allenatore della Prima Squadra rossonera, arrivando 10° in campionato. Però i tifosi del Milan lo ricordano con piacere per quello che ha fatto da calciatore, viste le tante gioie regalate e le vittorie. Inoltre, Pippo si è rilanciato a Venezia vincendo il Girone B di Lega Pro e la Coppa Italia di categoria.

In un’intervista concessa a ‘La Gazzetta dello Sport’, il 43enne nato a Piacenza è stato interpellato anche sull’avventura negativa avuta al Milan nella stagione 2013/2014: «Io mi sono goduto il campo, il lavoro, il rapporto con i giocatori. Senza pensare al passato. Al Milan ho avuto molte difficoltà, ma non ho mai perso forza e convinzioni. Conosciamo le problematiche che ci sono lì, nessuno in questi anni ha fatto meglio pur spendendo cento milioni o con rose superiori alla mia. Io sapevo che se mi avessero dato la possibilità di lavorare bene avrei potuto incidere, anche grazie al mio staff. E sono contento di averlo dimostrato. Non mi interessava la categoria. Penso di essere una persona onesta, appassionata, preparata, informata. Lavoro venti ore al giorno per dare ai miei giocatori le informazioni giuste».

Nonostante i risultati non esaltanti, Inzaghi ritiene che chi è venuto dopo di lui non ha fatto meglio se viene considerata la campagna di rafforzamento che c’è stata. Soprattutto l’estate successiva, quando furono investiti oltre 80 milioni di euro con Sinisa Mihajlovic, il quale al momento dell’esonero era comunque sesto e in zona Europa League. Poi con Cristian Brocchi la squadra concluse settima e perse la finale di Coppa Italia.

Adesso c’è Vincenzo Montella, sesto, e soprattutto c’è una nuova proprietà cinese. Pippo a proposito dell’addio di Silvio Berlusconi e dell’avvento del nuovo corso si è così espresso: «È finita un’epoca. Tutte quelle vittorie sono nel nostro cuore. Spero che la nuova proprietà riporti il Milan in alto e soprattutto in Champions».

Impossibile non ricordare qualche momento della sua meravigliosa carriera. In particolare i due gol al Liverpool nella finale di Champions League 2007 ad Atene, serata storica per i colori rossoneri: «Dopo la doppietta al Liverpool non dormii per dieci notti. Sono stati anni stupendi, ricchi di soddisfazione. È cambiata la mia vita, ma non sono cambiate le emozioni. E non cambia la voglia, dopo ogni vittoria, di alzarmi presto al mattino e andare a leggere sulla Gazzetta cosa scrivete di me e della mia squadra».

 

Redazione MilanLive.it