Vincenzo Montella e Yonghong Li (foto acmilan)

MILAN NEWS – Ad oggi l’unico obiettivo possibile del Milan è il sesto posto, non proprio un piazzamento di prestigio ma comunque un iniziale viatico per rientrare nell’élite del calcio internazionale e tornare a far parte delle competizioni UEFA.

Ma secondo La Repubblica di oggi il Milan nel 2018 non deve e non può fallire l’accesso all’edizione successiva della Champions League, per motivi non solo sportivi e di brand. Il club rossonero per risanare il proprio bilancio e non farsi accecare dalle punizioni del Fair Play Finanziario deve poter contare sugli introiti derivanti dalla qualificazione alla maggiore competizione europea per club. Non basta l’Europa League, dunque Montella e i suoi nel 2018 avranno il compito specifico e forzato di raggiungere almeno il quarto posto in classifica.

Marco Fassone ha stabilito con i vertici UEFA un piano di rientro da 150 milioni di introiti in tre anni e anche il presidente Yonghong Li sa bene che l’ingresso in Champions sarebbe fondamentale e prezioso per mantenere le promesse. In ballo c’è anche l’estinzione del prestito da 303 milioni di euro stanziato da Elliott Management, dal quale mister Li deve rientrare entro circa 18 mesi. Altrimenti Paul Singer e il figlio Gordon, grandi tifosi di calcio e dell’Arsenal, potrebbero prendere in mano il club rossonero ed essere ‘affascinati’ dal gestirlo personalmente. In tutto questo gli introiti della Champions svolgerebbero una funzione predominante.

 

Redazione MilanLive.it