Milan, Guadagnini: “Comunicazione rivoluzionata. Cinesi vicini a Fassone”

Fabio Guadagnini
Fabio Guadagnini (foto acmilan.com)

MILAN NEWS – All’indomani del closing, il nuovo Milan cinese ha anzitutto cambiato la strategia comunicativa. Per farlo ha ingaggiato un nuovo direttore della comunicazione: direttamente da Sky Sport, è arrivato il giornalista Fabio Guadagnini.

Da ormai diverse settimane, soprattutto in merito al Calciomercato Milan, la società non ha quasi mai voluto nascondere niente ai propri tifosi, anzi ha sempre cercato di renderli partecipi. Dalle dirette su Facebook, fino alla rassegna stampa mattutina sul sito ufficiale, passando per i video su nuovi giocatori e obiettivi futuri. Emblematico in tal senso l’ultimo videoclip su Fassone e Mirabelli in giro per il mondo in cerca di acquisti (video in basso). Guadagnini, intervistato a Calcioefinanza.it, ha spiegato le strategie adottate: “Abbiamo fatto anzitutto due cose: ci siamo mossi per fare in modo che il nostro calciomercato sia fatto in modo trasparente, alla luce del sole”.

Continua a parlare proprio della rivoluzione in sede di mercato: “Casa Milan è diventata il punto di riferimento delle trattative, gran parte degli incontri con agenti e procuratori si svolgono qui e i giornalisti che costantemente piantonano la sede vedono chi entra e chi esce. È un modo meno ‘lobbistico’ di gestire la campagna acquisti rispetto alla tradizione, che prevedeva luoghi riservati e grande segretezza”. 

Milan News, Guadagnini risponde: comunicazione, progetti, Cina e Milan TV

Infine Guadagnini, con parole più tecniche, conclude il discorso sulla comunicazione: “Il messaggio deve essere indirizzato a tutti i livelli di relazione con gli stakeholder. Uno di questi è la fan base, la comunità dei tifosi nazionale e internazionale, che noi consideriamo un asset, un punto di riferimento primario della società. Consideriamo gli appassionati quasi dei piccoli editori di riferimento, con cui dobbiamo comunicare, interagire, aggiornandoli sulle attività del club. Di conseguenza, la nostra comunicazione è molto più social, anche se non prescinde ovviamente dai media tradizionali o ufficiali come giornali e siti web”. 

La discussione poi si sposta sulla nuova società cinese e le garanzie sul futuro: “Mi sembra che l’assemblea degli azionisti del 18 maggio abbia chiarito tutto deliberando un aumento di capitale da 60 milioni di euro e l’emissione di due bond per complessivi 128 milioni di euro alla Borsa di Vienna. Il piano finanziario è ben preciso, non ci sono grandi enigmi. L’unico punto di domanda può riguardare il fatto che l’attuale proprietà sia o meno in grado di sostenere un piano, che dipende da altre attività, come quelle che si vogliono avviare in Cina. La presenza del fondo americano Elliott Management rappresenta un’ulteriore garanzia. Intanto, la proprietà sta lavorando molto su Milan China, la newco che si occuperà dello sviluppo del brand Milan sul territorio cinese”.

Ancora sul rapporto tra i dirigenti cinesi e quelli italiani: “Con David Han Li (l’executive director braccio destro di Yonghong Li, ndr) stiamo lavorando sulla tournée in Cina dal 14 al 22 luglio. Lui viene periodicamente a Milano, ma è in costante contatto con i manager italiani. Con Fassone, tutte le mattine, fa una conference call di un paio d’ore per parlare di tutte le attività. Comunque, Fassone è il manager che a Milano rappresenta la proprietà in tutto e per tutto. La regola di scambio è: voi lavorate bene in Italia, rendete la squadra competitiva, noi conosciamo la Cina e il business in quel Paese lo facciamo noi”. 

Relativamente a Milan TV, canale tematico interamente dedicato ai rossoneri, a pagamento sulla piattaforma Sky: “L’obiettivo è dargli un’impostazione un po’ più digitale. La piattaforma digitale ci permetterà di andare oltre i confini e diventare internazionali. Con Milan China dobbiamo essere pronti per una digital first platform molto performante, in grado di portare i contenuti anche in Australia se ce ne fosse bisogno. Il canale tv verticale su Sky è molto importante e genera ricavi, essendo a pagamento, ma è anche molto italiano. Ha tanti contenuti – talk show e programmi in lingua italiana – che difficilmente potrebbero essere riproposti sul mercato internazionale. Dovremo pensare anche ad altri format”. 

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it