Fassone Donnarumma Raiola
Marco Fassone, Gianluigi Donnarumma e Mino Raiola

Sembra che sia finalmente arrivata la fumata bianca per quanto riguarda l’accordo tra il Milan e Mino Raiola per il rinnovo del contratto di Gianluigi Donnarumma. Non siamo ancora alle ‘cose ufficiali/formali’, come piace dire a Marco Fassone, però è questione ormai di poco tempo prima di giungere alle firme.

Stando alle indiscrezioni emerse, Gigio andrà a guadagnare circa 6 milioni di euro l’anno (bonus inclusi) fino al 2022 e nel contratto sarà presente una doppia clausola: una da 100 milioni in caso di qualificazione della squadra in Champions League e l’altra da 50 in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo. Inoltre Antonio Donnarumma, fratello maggiore del 18enne talento rossonero, dovrebbe essere ingaggiato come portiere di riserva e percepire circa 1 milione annuo.

I termini dell’accordo raggiunto stanno facendo discutere molto, sia il mondo del giornalismo che i tantissimi tifosi milanisti. Ci sono diverse linee di pensiero. E, ad esempio, ci si interroga su chi abbia vinto e chi abbia perso alla fine di questa intricata vicenda che ci tiene impegnati da molte settimane. A nostro avviso nessuno può dirsi vincitore al 100%. Ma andiamo a spiegare il nostro pensiero.

Milan, rinnovo Donnarumma: c’è un vincitore?

MILANIl club con il rinnovo sicuramente riesce a tutelare un proprio patrimonio, che avrebbe potuto andare via a prezzo ridotto quest’estate oppure a parametro zero tra un anno. Senza dimenticare che, comunque, blinda un portiere dal talento immenso. Allo stesso tempo, la prova di forza con Raiola non è stata vinta, anche se comunque non si è permesso all’agente di fare buono e cattivo tempo come quando c’era Adriano Galliani. La dirigenza per tenere un ragazzo di 18 anni ha dovuto riempirlo di soldi (i 6 milioni non li paghiamo noi, non dovremmo preoccuparcene, ma sono una cifra esagerata), ingaggiare il fratello (si parla di un contratto da 1 milione l’anno) e rischia tra un anno di perderlo a 50 milioni in caso di mancata Champions. Sarebbe un ricavo importante e superiore a quanto incasseremmo ora, però viste le cifre che circolano per mezzi giocatori oggi…

DONNARUMMA – Ecco, lui probabilmente è quello che da questa storia ne esce peggio, anche se guadagnerà uno stipendio da favola. Dopo il primo rifiuto a rinnovare, quasi tutta la tifoseria si è rivoltata nei suoi confronti e a livello mediatico non ha fatto una bella figura. E’ passata l’immagine di un ragazzo poco autonomo e molto condizionato nelle scelte. Ha 18 anni e non va scordato, però adesso percepirà un ingaggio da big e dovrà avere un rendimento con meno macchie possibili. Le pressioni aumentano e sarà sempre nel mirino. Dovrà essere molto bravo a gestire tutto e speriamo che, nonostante la vicenda, gli vengano permessi degli errori che sono naturali per l’età (non per lo stipendio). La scelta di rimanere al Milan, di cuore o no che sia, è la migliore per lui e per la sua crescita. Purtroppo il ‘no’ iniziale lo ha messo in una brutta situazione che poteva essere evitata e adesso il rapporto con la tifoseria andrà ricostruito. Per essere completamente riabilitato agli occhi dei milanisti gli consigliamo una mossa molto semplice da effettuare appena possibile: cambiare agente. Oltre che, ovviamente, dimostrare di valere i soldi investiti sul suo ingaggio. I baci alla maglia non servono.

RAIOLA – Guardando cifre dell’ingaggio e clausole di Donnarumma non si può dire che abbia perso. Però rispetto al suo piano iniziale, cioè quello di non rinnovare e di portare via Gigio adesso o tra un anno, ha dovuto fare marcia indietro. Di fronte alle pressioni del ragazzo e dei famigliari, colpiti dal putiferio scatenatosi, il noto agente ha ceduto e si è riseduto al tavolo con la società rossonera raggiungendo l’accordo. Alla fine è la cosa migliore pure per lui, perché uno dei fiori all’occhiello della sua scuderia avrebbe potuto bruciarsi andando subito a Madrid o a Parigi. Sicuramente Raiola ha gestito malissimo Donnarumma, non facendo affatto i suoi interessi sportivi e pensando solamente ai soldi. Anche se, dopo il primo ‘no’, è sceso a più miti consigli rimane un procuratore-avvoltoio con cui speriamo che il Milan abbia il meno a che fare possibile. Il suo atteggiamento ha messo pressioni che non servivano addosso a un ragazzo che adesso ne paga le conseguenze.

 

Matteo Bellan