Da Kessié alla politica: così è esplosa la rivalità Milan-Roma

Franck Kessié e Pulisic (©getty images)

CALCIOMERCATO MILAN – La qualificazione in Champions League è diventata quasi un’ossessione. Non solo per l’importanza storica della maggior competizione europea, ma anche e soprattutto per una questione prettamente economica.

Da quest’anno, la Serie A ha quattro posti a disposizione. Sono cinque, invece, le squadre che puntano ad arrivarci: Juventus, Napoli, Roma, Milan e Inter. Una di queste dovrà per forza di cose rimanere fuori. Da qui nasce la preoccupazione di James Pallotta, che ha ben capito che l’aria sta finalmente cambiando. Lo ha inteso anche dopo essersi scontrato proprio con i rossoneri su alcune questioni di mercato.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, il primo “duello” è stato quello per Franck Kessié. L’ivoriano era praticamente della Roma pochi mesi fa, ma l’inserimento del Milan (che ha pareggiato l’offerta all’Atalanta ma ha offerto uno stipendio più alto al calciatore) ha cambiato le carte in gioco. Il centrocampista ha infatti deciso di sposare il progetto del Diavolo e i giallorossi sono rimasti con le mano in mano.

Massimiliano Mirabelli aveva provato a fare lo stesso anche con Lorenzo Pellegrini del Sassuolo. Ad avere la meglio, però, stavolta è stato Monchi, anche grazie all’opzione di recompra di 10 milioni e alla volontà del calciatore di tornare nella capitale. Non è finita qui, visto che nelle scorse settimane si è parlato di un interessamento del Milan per Riyad Mahrez del Leicester, obiettivo dichiarato della Roma per sostituire Mohamed Salah.

Contrapposizione fra le parti anche in termini politici. Con Adriano Galliani ci sono sempre stati ottimi rapporti (come dimenticare i 25 milioni per Andrea Bertolacci). Le cose sono cambiate con l’arrivo di Marco Fassone, che ha mostrato una certa vicinanza a Claudio Lotito. Nelle settimane dell’accordo sul nuovo statuto, il Milan ha preso le parti dell’ala oltranzista che ha favorito una posizione poco favorevole agli apporti esterni. I dirigenti romanisti hanno evitato polemiche dirette con l’amministratore delegato rossonero, ma è chiaro che c’è divergenza di vedute.

 

Redazione MilanLive.it