Massimiliano Mirabelli
Massimiliano Mirabelli (foto acmilan.com)

MILAN NEWSMassimiliano Mirabelli è alla prima importante esperienza da direttore sportivo di un grande club e se la sta cavando molto bene. Si è calato ottimamente in una realtà non facile come quella rossonera e si sta facendo apprezzare.

In un’intervista concessa al Quotidiano Sportivo, il dirigente del Milan ha affrontato tanti temi importanti che riguardano il suo lavoro di questi mesi. Innanzitutto la trattativa con Mino Raiola per il rinnovo di Gianluigi Donnarumma: “Un’esperienza intensa e dura. Non era facile tenersi Donnarumma, prima ci avevano provato altri, inutilmente. Eppure ce l’abbiamo fatta, noi, perché era importante. Una conquista su cui costruire il resto. Come si è puntualmente verificato. E lo ha capito pure Raiola”.

Un affare complicato quello per il prolungamento di Gigio, ma che non ha impedito a Mirabelli di mettere a segno dieci colpi in entrata: “Faccio un lavoro che mi piace. Questi sono stati mesi bellissimi. Abbiamo fatto qualcosa di grande, di inedito, ma il bello viene adesso, appena finita la squadra. Tanti ragazzi da vedere, da seguire in un torneo che si gioca tre-quattro volte a settimana. E all’estero, sempre aggiornati sulle tecniche che cambiano, sulle idee nuove da cogliere e trasmettere. Crescono gli impegni…”.

Il direttore sportivo del Milan racconta anche il suo rapporto con Marco Fassone, nato già ai tempi dell’Inter: “Avevano un rapporto splendido già quando lavoravamo insieme all’Inter, poi lui è uscito ingiustamente dal club nerazzurro, mi ha chiesto di stare insieme e mi ha mantenuto la promessa affidandomi l’area tecnica del Milan. Dicendomi ‘Ti ho visto lavorare, so chi sei’. Ho sposato più lui che il Milan, rischiando grosso nei giorni di attesa del closing che non arrivava mai. Ma ho sempre creduto che ce l’avremmo fatta. Alla faccia di quelli che adesso non riescono a mandarla giù…”.

A Mirabelli viene anche domandato della storia riguardante le fideiussioni sui trasferimenti di Leonardo Bonucci e Lucas Biglia. Lui risponde brevemente: “Ma ti rendi conto? Se decidi di prendere Bonucci e Biglia, e te li danno, saprai bene quello che fai?”.

Il dirigente rossonero viene interpellato anche sul fatto che a qualcuno possa non andare giù che Silvio Berlusconi abbia azzeccato la cessione alle persone giuste: “Ha fatto una scelta meditata e abbiamo realizzato i suoi sogni, anche di più. Abbiamo messo al centro del nostro progetto i tifosi: eccoli, li mostriamo orgogliosi. Per loro abbiamo lavorato in trincea, senza mollare mai…”.

In seguito si parla di obiettivi e traguardi che il nuovo Milan vuole raggiungere per il futuro. Mirabelli parla chiaramente: “Primo traguardo, il tifo entusiasta, mai spegnerlo. E per questo bisogna realizzare qualcosa di importante. La Champions è il programma, servono risultati importanti, ma è innegabile che abbiamo fatto una campagna scientifica. Tanti giovani pensando al futuro, con Bonucci e Biglia i maestri che li aiuteranno a maturare non solo per vincere oggi, ma per realizzare un ciclo”.

Al direttore sportivo rossonero viene fatto notare che alla squadra manca un centravanti, che potrebbe essere Nikola Kalinic della Fiorentina : “O Diego Costa, o Aubameyang. “L’attaccante ci vuole, ma non possiamo sbagliare. Io non posso sbagliare per questi tifosi che mi apprezzano per quello che ho fatto, per la trasparenza del mio lavoro. L’ho visto qui e in Cina, dove c’è un entusiasmo come a San Siro“.

Mirabelli rivela anche quale è stato il primo viaggio importante della sua carriera: “A Saint Etienne per vedere Aubameyang”. Pierre-Emerick Aubameyang nel destino del d.s. del Milan.

 

Redazione MilanLive.it

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