Cutrone, il pendolare del gol. La sua vita tra Milan e pallone

Patrick Cutrone
Patrick Cutrone (©Getty Images)

MILAN NEWS – E’ l’uomo del momento in casa Milan. Il ragazzo più chiacchierato ed elogiato, anche in modo maggiore rispetto ad un certo Gianluigi Donnarumma. La normalità di Patrick Cutrone si sta trasformando in qualcosa di enormemente speciale.

Oggi la Gazzetta dello Sport è andata a fare visita ai luoghi sacri del baby attaccante del Milan, nativo di Paré, piccola frazione di Colverde nella provincia di Como. Patrick, pendolare del gol, vive ancora lì con mamma, papà e fratello che fa il portiere nella vicina Svizzera. Una terra quasi di confine e ricca di poesia, che in pochi chilometri lo porta però sulla retta via, quella di Milanello.

Papà Pasquale ha raccontato il carattere di Patrick, che ama il calcio fin da giovanissimo: “Dire che vive per il calcio è l’esatta veritàì. Fino a qualche mese fa dormiva col pallone. In senso letterale: lo teneva sul cuscino. Per non parlare dei danni che ha combinato giocando in casa: ultimamente ha rotto una pianta a mia moglie. Il primo giorno di asilo invece mi chiamò la suora: aveva spaccato il vetro dell’estintore. E’ un ragazzo bonaccione ma con una personalità molto forte. Molto testardo nelle cose. Per fortuna lo è stato anche nello studio, e questa estate ha preso la maturità scientifica. La mia priorità per lui era il diploma: nel caso avrebbe ripetuto l’anno fin quando non l’avrebbe presa. Mi ha anche promesso che non si farà altri tatuaggi: altrimenti sono guai…”

Un ragazzo semplice dal talento sublime come afferma anche Vincenzo Riggi, vice-presidente del Colverde, prima squadra in cui Cutrone cominciò a giocare: “Era già una spanna sopra gli altri, fisicamente e tecnicamente. Da solo faceva mezza squadra, infatti lo cercarono Como, Monza, Inter e poi Milan. Un bimbo vivace, molto sveglio”. E l’amico di sempre Andrea Tettamanti svela altri particolari: “Ci conosciamo da quando avevamo 3 anni. Ha un carattere particolare: molto forte e allo stesso tempo delicato quando è fuori dal campo. Umile, si adatta a tutto. Mi ha regalato la maglia della sua prima partita con la prima squadra, ce l’ho in camera. Siamo andati a scuola insieme, abbiamo giocato insieme alla Parediense, e quando veniva a giocare da me in giardino ci davamo i nomi dei grandi campioni, sognando San Siro. Be’, il suo sogno è diventato realtà, quando ci penso mi fa molto effetto”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it