Emre Mor Jose Mauri
Emre Mor e Jose Mauri (©Getty Images)

José Mauri è uno di quei giocatori che nel corso dell’ultima estate erano indicati come sicuri partenti in casa Milan, ma poi nessun trasferimento si è concretizzato. Nonostante le voci su un possibile passaggio in prestito in un’altra squadra, il giocatore è rimasto a Milanello. Noi di MilanLive.it siamo andati a intervistare Dino Zamparcorta, agente del ragazzo, per saperne di più.

Mauri è restato al Milan, anche se non è in cima alle gerarchie di mister Montella e molti pensavano che un prestito sarebbe stato più opportuno. Perché questa scelta?

In realtà dallo staff tecnico nessuno gli ha chiesto di trovarsi una squadra. Lui dal primo giorno il ragazzo si sta dando da fare tantissimo per mettersi in mostra. Ovviamente noi abbiamo chiesto lumi e ci è stato risposto di mettercela tutta e stare sul pezzo. Alcune squadre si sono interessante e ci sono state delle richieste, però la formula del prestito non era presa in considerazione né dal Milan e neppure da parte nostra”.

Qual è il rapporto di José con Montella?

Buonissimo. Il ragazzo è lì, consapevole che deve allenarsi e farsi trovare pronto qualora venga chiamato in causa. E’ consapevole che ci sono stati arrivi importanti al Milan, ma anche del fatto che se si allena bene può avere i suoi spazi. Parliamo di un ragazzo di 21 anni che ha dimostrato di saper giocare a calcio, altrimenti il Milan non lo avrebbe preso. Il club lo ha voluto fortemente, strappandolo a concorrenti importanti. Credevano e credono nelle qualità del ragazzo. Con l’arrivo di tanti campioni sa che deve giocarsela, però non ha paura di nulla. E’ consapevole dei suoi mezzi, di dover lavorare tanto e anche di non venire da annate fantastiche, ma non solo per colpe sue. Poi ovviamente dipenderà anche dallo spazio che lo staff tecnico vorrà dargli. L’importante è farsi trovare pronti. Lui sa giocare in tutti ruoli del centrocampo, anche se ormai è soprattutto una mezzala destra o sinistra”.

Alla luce di come sono andate queste stagioni, non c’è alcun pentimento per aver scelto il Milan dopo l’addio al Parma?

“No, assolutamente nessun pentimento. Il ragazzo era entusiasta di andare al Milan, nonostante le tante squadre blasonate che lo volevano, e lo è tuttora. Il Milan è uno dei club più titolati al mondo ed è molto conosciuto in Argentina. Una scelta della quale non si è mai pentito, poi è chiaro che parlando a posteriori certe cose potevano andare diversamente. Il termine ‘pentimento’ non è mai uscito dal ragazzo. Lui sa di essere in un grosso club, con spazi limitati, ed è sicuro dei suoi mezzi. Spera di poterli dimostrare. Se ciò non dovesse accadere, ci si guarderebbe intorno”.

Mauri ha sorpreso in positivo per essersi scusato in seguito alla negativa prestazione in Europa League contro lo Shkendija. Cosa pensa di questo gesto del giocatore?

Lui è un ragazzo molto umile, ma anche orgoglioso e presuntuoso al punto giusto per essere un calciatore. Dopo la prestazione in Macedonia sono stato il primo a sentirlo e non mi ha lasciato neanche parlare. E’ stato estremamente autocritico con se stesso, duramente. Non si riusciva a spiegare la prestazione negativa e l’ha definita la peggiore da quando gioca a calcio, comprese le giovanili del Parma. Lui è il primo che riconosce i propri sbagli. Il fatto di aver pubblicato le scuse rientra nel suo modo di fare, non ha vergogna e né paura nel dire i suoi pensieri. Poi non scordiamo che ha 21 anni e quando sei chiamato a dimostrare il tuo valore in 15-20 minuti a volte ci si mette foga e si cerca di strafare. Solitamente lui non sente pressioni, è molto temperato”.

Cosa non ha funzionato nel corso dell’esperienza a Empoli?

Arrivò negli ultimi giorni di mercato senza preparazione, anche perché si era stirato a inizio ritiro col Milan e non fece la tournée negli Stati Uniti. Forse il suo destino sarebbe stato diverso, Montella non lo aveva conosciuto bene e c’era stata indecisione sul fatto di cederlo o tenerlo. Non avendo garanzie di continuità, abbiamo optato per Empoli. E’ stato messo subito in campo e ha fatto 5-6 partite da titolare senza infamia e senza lode. Poi è stato messo in panchina, non so perché, e c’è stato un po’ di scoramento. Questa cosa l’ha sofferta molto e diciamo che lì probabilmente non è stato sul pezzo col coltello tra i denti. Ha avuto 2-3 mesi di flessione mentale. Da gennaio in poi, dopo la vacanza in Argentina, è tornato trasformato e aveva capito di dover tornare ai livelli di Parma. Si è rimesso sotto, lo staff tecnico dell’Empoli ha apprezzato anche se hanno preferito far giocare calciatori loro invece che uno in prestito. A gennaio avevo parlato col ds Carli e disse che José era incedibile, proprio per il suo cambiamento di atteggiamento”.

Nel primo anno in rossonero il ragazzo non trovò spazio con Mihajlovic, che tuttavia lo dichiarò incedibile. Cosa successe in quel periodo?

Difficile rispondere, dovrebbe farlo Mihajlovic, che ritengo un grande allenatore. La realtà è che all’ultima giornata del 2015 a Frosinone, prima delle vacanze di Natale, accompagnai il ragazzo e poi parlai con Galliani della situazione. Quest’ultimo mi disse di aver parlato con il mister e che José era incedibile. Vidi che a gennaio Mauri non giocava ancora e mi sono rifatto sotto per vedere di mandarlo a giocare altrove, ma è stato ritenuto ancora incedibile. Poi la realtà è che ha giocato 3 minuti contro il Chievo ad aprile”.

Che idea si è fatto del nuovo Milan?

Mirabelli e Fassone sono persone che capiscono di calcio e che vogliono riportare il Milan ad alti livelli, che non sono quelli visti negli ultimi anni. Non era facile subentrare a Berlusconi, ma lo stanno facendo bene e credo abbiano preso la strada giusta. Hanno fatto una campagna acquisti oculata, puntando su giocatori importanti e anche su molti giovani. Mauri è fiero di far parte di questo gruppo. Anche se gioca poco, è entusiasta di lavorare con Montella”.

In questi giorni si è parlato molto della possibilità di chiudere prima la sessione estiva del calciomercato. Qual è la sua opinione?

Sono d’accordissimo. E’ impensabile tenere il calciomercato aperto fino al 31 agosto. Innanzitutto andrebbe messa una regola che valga per tutti i Paesi europei. Per me il 31 luglio il mercato va chiuso. Non possiamo far fare una preparazione a un allenatore con un gruppo che inizia ai primi di luglio e poi a fine agosto ce n’è la metà. E’ una farsa. Quello che si fa al 31 agosto, si può fare tranquillamente al 31 luglio. La sessione di riparazione è giusto farla, ma non ha senso a gennaio. Va fatta prima della sosta natalizia, magari dal 1° al 20° dicembre”.

 

Matteo Bellan

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