Patrick Cutrone e Marco Storari (©getty images)

MILAN NEWSAndré Silva è l’attaccante più internazionale, segna solo lontano dai confini italiani. Nikola Kalinic è quello più esperto che in Serie A trova pane per i suoi denti. E Patrick Cutrone? Il più ecumenico secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport di oggi.

Ha timbrato il cartellino ovunque il giovanissimo attaccante, sia in campionato che in coppa. Sarà per il mix di un nome, Patrick, dai richiami esterofili e per un cognome, Cutrone, che è italianissimo e che si è già fatto conoscere a certi livelli. Ieri un gol in Milan-Rijeka che sa di salvezza, di rivalsa e di entusiasmo. Quelli dimostrati dal classe ’98 ogni volta che è sceso in campo. Tutti ad abbracciarlo dopo la zampata vincente a pochi secondi dalla fine, per un successo che serve come il pane ad un Milan in crisi dopo la sconfitta amara con la Sampdoria.

Lo stesso Cutrone a fine partita ha mostrato anche grande maturità, parlando con un’attenta analisi di un Milan ancora in difficoltà: “Abbiamo calato l’attenzione, un episodio ci stava condannando. Abbiamo comunque meritato questa vittoria. Noi stanchi? No, Montella sa come prepararci al meglio, ci stava costando caro un calo di attenzione. Segnare così è una gioia indescrivibile. Ho tanti sogni ma ora contano solo la fiducia di allenatore e società. Il mio obiettivo è fare gol per aiutare la squadra, a fine anno vedrò dove sono arrivato. Kalinic e André Silva sono due grandi, mi trovo bene con chiunque. Ci dovremo aiutare tutti, anche con Suso, per trovare una grande intesa”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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