Ricardo Oliveira
Ricardo Oliveira (©Getty Images)

NEWS MILANRicardo Oliveira è stato uno dei maggiori flop della storia rossonera, dato che arrivò nel 2006 per sostituire Andriy Shevchenko e deluse. L’esperienza al Milan si concluse dopo una sola stagione con 5 gol in 37 presenze.

Bisogna dire che durante l’avventura a Milano la sorella dell’attaccante brasiliano fu sequestrata in patria e ciò sicuramente non ha aiutato la serenità brasiliano. Però Oliveira non dava comunque l’impressione di poter giocare a livelli importanti. Il suo meglio lo ha dato con le maglie di Betis Siviglia, Real Saragozza, Al Jazira e Santos.

Dal 2015 milita proprio nel Santos, la squadra che fu di Pelé, e lì sta avendo un ottimo rendimento. Il bomber 37enne in Brasile fa ancora la differenza e nell’ultima giornata del campionato Brasileirao ha segnato il gol decisivo nella vittoria esterna sul campo del Palmeiras. Il Peixe è secondo in classifica, alle spalle del Corinthians.

I microfoni di Premium Sport hanno raggiunto Oliveira, che nel corso del’intervista ha ricordato i suoi trascorsi al Milan: “Mi sento ancora forte per continuare a giocare e non so fino a quando continuerò, ma sono felice adesso. L’Italia ha cambiato il mio modo di pensare. Sono sempre stato una persona disciplinata negli allenamenti, mi piaceva allenarmi tanto e quando sono arrivato al Milan ho visto che non mi allenavo a sufficienza. Ho visto giocatori come Maldini, Costacurta, Cafu, Nesta, Gattuso ecc che si allenavano tantissimo e mi vergognavo perché non mi allenavo allo stesso livello. Allora mi sono impegnato ed allenarmi molto. Fu una scossa per la mia carriera, che grazie all’Italia ho allungato perché ho cominciato ad allenarmi di più”.

Ricardo in seguito ha proseguito parlando ancora del meraviglioso gruppo che c’era allora a Milanello, della vittoria della Champions League 2017 e di Carlo Ancelotti: “Fu fantastico indossare una delle maglie più importanti del calcio mondiale come il Milan e aver vissuto uno spogliatoio fantastico con questi campioni. E’ stata una bella esperienza aver giocato in Champions League e di averla vinta, anche se non da protagonista. E’ stato lo stesso speciale fare parte di quel gruppo. Sono grato al Milan e soprattutto ad Ancelotti, che mi ha voluto e mi ha aiutato nel mio adattamento. Ho un affetto speciale per lui”.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)

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