Demetrio Albertini
Demetrio Albertini (©Getty Images)

NEWS MILANDemetrio Albertini nel corso della sua fantastica carriera ha vissuto diverse stagioni vincenti con la maglia rossonera, ma non sono mancati gli anni negativi.

Nell’intervista concessa al Corriere della Sera ha ricordato il Milan di Alberto Zaccheroni che nel 1998-99 vinse lo Scudetto, dopo due annate fallimentari sotto la guida di tecnici come Arrigo Sacchi (subentrato in corsa ad Oscar Washington Tabarez) e Fabio Capello. Un tricolore inaspettato e che diede molta soddisfazione.

Albertini ha ricordato così quella stagione: «Anche all’epoca si giocava con la difesa a tre, un inedito. Vincemmo lo scudetto con 7 successi consecutivi nel finale perché non ci siamo mai accontentati. Non ci siamo nascosti dietro l’alibi “se si perde non importa, è l’anno della ripartenza”. Avevamo una mentalità vincente, quella che ora Montella deve dare alla squadra».

Il Milan in cui giocava Demetrio aveva tanti campioni affermati e senatori nello spogliatoio che sapevano guidare il gruppo. La nuova società rossonera ha provato a investire molto nell’ultimo mercato estivo per creare una squadra forte: «Credo che sia presto per dire che i soldi spesi dal Milan sono troppi. L’amalgama si crea cammin facendo. Il Milan è un cantiere aperto, Montella sta ancora procedendo a tentativi».

Tra i giocatori sui quali Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno deciso di puntare c’è Leonardo Bonucci, nominato subito capitano ed entrato nel mirino della critica per diverse prestazioni non al’altezza delle aspettative. Albertini commenta: «Leo paga il cambiamento: l’anno scorso aveva certezze di gioco, ora le deve maturare. Sbagliato dargli la fascia da capitano? No, perché credo che la società volesse donarla a un giocatore che si assumesse le responsabilità. E poi, se per indossarla conta essere titolari, forse Bonucci è con Donnarumma il giocatore più utilizzato».

All’ex centrocampista rossonero viene infine domandato dove immagina la squadra di Vincenzo Montella, ma sull’argomento dà una risposta ben precisa non menzionando però eventuali piazzamenti di classifica: «Non bisogna porsi obiettivi: il sogno è gratis, poi i conti si faranno alla fine. Mi ha fatto impressione l’entusiasmo esagerato per il ritorno in Europa, ai preliminari di Europa League! Bisogna abbandonare scuse e giustificazioni: il Milan deve vincere, punto. E casomai imparare a gestire le sconfitte».

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)

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