Milan, il gioco latita: non bastano i lanci lunghi di Bonucci

Leonardo Bonucci
Leonardo Bonucci (©Getty Images)

MILAN NEWS – C’è un paradosso evidente nel gioco del Milan, soprattutto in quello visto ed espresso ieri sera nel match contro l’AEK Atene pareggiato in maniera decisamente deludente a reti bianche.

La squadra di Vincenzo Montella, schierata con un centrocampo fatto di fantasia e piedi buoni, ha provato nella maggior parte dei casi a sviluppare il proprio gioco passando dai lanci lunghi dei difensori. Mateo Musacchio ed in particolare Leonardo Bonucci hanno avuto spesso il compito di impostare l’azione dalle retrovie con gittate lunghe a saltare la metà campo e provare ad innescare le punte. Una soluzione decisamente fallimentare come scrive la Gazzetta dello Sport, sia perché poco precisa contro una avversaria dal baricentro bassissimo, sia perché Cutrone e André Silva non sono attaccanti abili a proteggere e difendere i palloni lunghi.

Paradosso tattico che diventa ancor più evidente pensando a come Montella aveva schierato la sua squadra: un 3-5-2 con Locatelli, Suso, Calhanoglu e Bonaventura in mezzo al campo, tutti i fantasisti possibili e piedi raffinatissimi. Calciatori mai entrati in partitia e tutti autori di una gara sotto la sufficienza, anche per colpa delle poche idee di gioco del Milan visto ieri sera. I lanci di Bonucci non sono la soluzione e allora viene da chiedersi: ma era così importante strappare il difensore viterbese alla Juventus visto che una delle sue migliori qualità, ovvero la verticalizzazione improvvisa, non è contemplata nel gioco di Montella?

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it