Inzaghi: “Milan, fai come la Juventus. 2007 anno magico”

Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi (©Getty Images)

MILAN NEWS – Mentre suo fratello stupisce alla guida della Lazio, Filippo Inzaghi non è da meno sulla panchina del Venezia in Serie A. L’ex attaccante del Milan ha ottenuto ottimi risultati in questo inizio di stagione e punta sempre più in alto.

Il Corriere dello Sport lo ha intervistato proprio nel giorno in cui si gioca Milan-Juventus. Pippo ha indossato entrambe le maglie: prima quella bianconera, poi quella rossonera. Ed è con quest’ultima che ha ottenuto successi irripetibili.

Il picco più alto la doppietta in finale di Champions League contro il Liverpool nel 2007. Un anno magico per lui e per il Milan: “Segnare in una finale di Champions e vincerla, per un attaccante è un sogno. Mi creda, io per dieci notti non ho dormito. Non mi era mai capitato e sta a significare l’emozione che avevo provato. Anche se devo dire che nel 2007 ho avuto la fortuna di fare due gol ad Atene, un gol a Montecarlo e due gol a Yokohama. Cinque gol nelle tre finali, un’impresa unica. Ne sono orgoglioso, perché non lo ha mai fatto nessuno nella storia del calcio. Quello è stato un anno magico. Se poi pensiamo che avevo trentaquattro anni… A volte, adesso, a vent’anni i giocatori si sentono vecchi…“.

Nel corso della sua carriera, Inzaghi ha avuto tanti allenatori. Ma quello più importante non è difficile da indovinare: “Ancelotti mi ha allenato per più di dieci anni. E sappiamo tutti Ancelotti che persona sia… Ma ringrazio tutti gli allenatori che ho avuto: mi hanno fatto amare questa professione. Io non ho mai mancato di rispetto all’allenatore, non ho mai mandato a quel paese qualcuno perché mi aveva cambiato o lasciato in panchina. Questa è una cosa importante in un rapporto tra giocatore e allenatore“.

Pochi dubbi anche sul difensore più forte che abbia mai incontrato. Che però giocava nella sua stessa squadra, cioè Paolo Maldini: “Penso ai duelli di una volta, attaccanti come Crespo, Del Piero, Vieri, Montella e difensori come Maldini, Nesta, Cannavaro, Thuram, Ferrara, Samuel, Mihajlovic, erano tutte grandi sfide. Dirne uno è difficile. Quando non lo ho avuto come compagno, affrontare Maldini era sempre complicato, perché Maldini era davvero molto forte“. Il suo miglior assist-man resta Andrea Pirlo: “Quello che mi ha lanciato meglio nella mia carriera è stato senza dubbio Pirlo. Nessuno era capace di dare la palla in profondità, sopra i difensori, come lui“.

Si passa poi a parlare di attualità. Se da calciatore ha fatto le fortune del Milan, non si può dire lo stesso nella sua breve avventura da allenatore. Inzaghi spiega: “Devo dire che quei mesi al Milan mi sono serviti molto e mi serviranno molto, nella mia carriera. Mi hanno convinto di poter fare questo lavoro: in una stagione complicata abbiamo tenuto il gruppo unito fino all’ultima partita e le ultime quattro le abbiamo vinte. Mai nessun giocatore mi ha mancato di rispetto, nonostante fossi un allenatore giovane. Questo mi ha dato grande convinzione nei miei mezzi per cui, dopo, aspettavo solo di ripartire, di poter fare quello che mi piace nel modo giusto. Quello che sta accadendo qui a Venezia”.

Il nuovo Milan non ha iniziato benissimo l’annata. La zona Champions League è lontana e Vincenzo Montella sta trovando un po’ di fatica nell’amalgamare la squadra. Ma Pippo è sicuro: “C’è bisogno di un po’ tempo per amalgamare. E’ chiaro che in Italia di tempo ce ne è sempre poco, ma mi auguro che venga concesso perché gli acquisti sono stati importanti e Montella è un ottimo allenatore. A volte, per far ripartire dei cicli, ci vuole un po’ di pazienza. Così fece la Juve all’inizio e poi vediamo cosa ha fatto in questi anni”.

 

Redazione MilanLive.it