Svezia-Italia, Hamrin: “Ibrahimovic? Meglio non ci sia, dava fastidio”

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (©Getty Images)

Zlatan Ibrahimovic ha detto addio alla Nazionale svedese dopo l’Europeo 2016 in Francia. Adesso è ancora alle prese con il recupero da un grave infortunio, ma comunque non ci sarebbe stato nello spareggio Svezia-Italia per qualificarsi al Mondiale di Russia 2018.

Domani sera si gioca l’andata a Stoccolma, mentre il ritorno sarà allo stadio di San Siro a Milano. Una doppia sfida molto delicata, nella quale sono soprattutto gli azzurri a rischiare di più. L’eliminazione sarebbe un pesante fallimento. In terra scandinava, invece, il mancato accesso al Mondiale non sarebbe un dramma.

Kurt Hamrin, ex giocatore svedese che ha militato in Italia anche con la maglia del Milan (oltre a Juventus, Padova, Fiorentina e Napoli), nell’intervista concessa al quotidiano ‘Il Mattino’ ha così parlato dell’assenza di Ibrahimovic per Svezia-Italia: «Per me è quasi meglio che non ci sia Ibrahimovic: perché in campo era un fastidio, sempre tutti a cercare la sua giocata. Mica sempre gli riusciva. Adesso la Svezia è più squadra. E l’Italia non la deve sottovalutare: si ricordi che ha battuto la Francia e ha eliminato l’Olanda».

Hamrin preferisce una Svezia senza Ibrahimovic, che giudica troppo accentratore del gioco e che deve essere al massimo per fare la differenza, sennò a suo avviso è un problema: «Per carità. Se sta bene al 100 per cento va bene, ma quando ha problemi fisici è quasi un peso. Poi la Svezia quando lui non c’è,è diversa: è una squadra che gioca da squadra, magari non può contare sul colpo magico ma ci sono undici giocatori che lottano. Ibra è uno che concentra il gioco solo su se stesso. Certo, è eccezionale ma deve essere al top per fare la differenza».

Infine l’ex calciatore riconosce l’elevato livello raggiunto da Zlatan in carriera, però non cambia opinione per quanto riguarda la sua assenza nella Nazionale svedese: «È il miglior giocatore degli ultimi 20 anni della Svezia, però il fatto che non ci sia più ha consentito a tutti di crescere, di sentirsi più responsabilizzati. Con lui in campo vincevi anche giocando male. Adesso è impossibile».

 

Redazione MilanLive.it