Vincenzo Montella
Vincenzo Montella (©Getty Images)

NEWS MILANVincenzo Montella pochi minuti fa è intervenuto ai microfoni di Milan TV per commentare nuovamente la sconfitta di Napoli e in generale il momento della squadra rossonera.

Queste le prime parole del mister rossonero riguardanti le prossime due sfide a San Siro contro Austria Vienna e Torino: “Pensiamo a una partita alla volta. Bisogna gestire le risorse, sono gare ravvicinate e decisive. Giovedì possiamo conquistare la qualificazione in Europa League e domenica abbiamo un campionato dove dover risalire”.

In seguito si parla delle condizioni di Suso, uscito nel primo tempo di Napoli-Milan per una forte contusione alla schiena: “Lo valutiamo giorno per giorno, va gestito con le pinze perché c’è il rischio che possa prendere un’altra botta in quel punto”.

Successivamente si parla delle critiche ricevute: “Le accetto sempre. Bisogna essere anche bravi a leggerle, cogliere da dove provengono. A volte alcune sono faziose, altre un po’ meno e altre ancora esagerate. L’importante per me è non perdere mai l’equilibrio nell’analizzare la situazione. E anche i giocatori non devono perderlo”.

Poi si passa al rapporto con Massimiliano Mirabelli: “Ciascuno deve rispettare il proprio ruolo. Con Mirabelli ci rispettiamo, c’è un ottimo rapporto creato nel tempo. Poi ci sono valutazioni da fare da una parte e dall’altra. C’è sintonia su quasi tutte le cose, per non dire tutte. A livello personale c’è un rapporto splendido. Ho letto dai media che Mirabelli fosse contrariato dal risultato di Napoli, ma chi non lo era? Io posso nasconderlo con qualche sorriso in più, è il mio modo di stemperare anche per non perdere l’equilibrio”.

Montella prosegue così: “Mirabelli come i calciatori sono dispiaciuti, anche se abbiamo perso contro una squadra che ha fatto 100 punti. Abbiamo perso facendo intravedere delle cose, seppur commettendo pure errori ma è inevitabile. Penso che il Milan sabato a Napoli abbia fatto una partita dignitosa, ma non dobbiamo accontentarci. Poteva venire fuori un altro risultato se fossero andate a posto alcune situazioni. E’ vero che non siamo arrivati in area col pallone nel primo tempo, però dopo il Napoli siamo quelli che hanno calciato di più finora

L’allenatore del Milan è molto sereno e vede la squadra in crescita, anche se serve tempo per arrivare al top: “Siamo indietro rispetto al Napoli, però stiamo facendo un percorso. E’ più opportuno portare avanti dei principi di gioco anche contro squadre importanti, correndo dei rischi, piuttosto che fare le barricate. Non è da stile Milan, non è da stile di questo Milan per come è stata costruita la squadra. Il Milan sabato ha fatto una buona partita, su cui lavorare. Dobbiamo migliorare, soprattutto la fase offensiva negli ultimi 30 metri e alcune cose in quella difensiva”.

Il calendario sembra ora favorevole e può consentire alla squadra di recuperare in classifica: “Abbiamo la possibilità per farcela. Sono oggettivamente ottimista, vedo la squadra che cresce anche se non in maniera supersonica. Ci manca un tassello per completarci nelle varie fasi di gioco. Affronteremo squadre sotto di noi, però alcune sono difficili come il campionato ci insegna. Domenica ci aspetta un’ottima squadra che gioca a calcio, il Torino competerà per l’Europa League.

Solo 5 gol totali degli attaccanti del Milan in campionato: “Siamo al di sotto della media, serve fare di più. Dobbiamo velocizzare il gioco, essere più cattivi negli ultimi 30 metri”.

Si parla successivamente di integrazione tra vecchi e nuovi giocatori: “Si stanno integrando, stiamo diventando squadra e si vede. Sorrido quando leggo che mi sono dovuto rifugiare ai vecchi per risalire. Questi calciatori del vecchio Milan sono stati scelti anche dal nuovo Milan. Siamo un’unica squadra, un’unica entità, c’è bisogno di tutti”.

Il nome di Montella era stato accostato alla panchina della Nazionale, dato che sia Carlo Tavecchio che Marcello Lippi hanno rivelato contatti per il post-Conte: “Avevo parlato con Lippi, uno scambio di pensieri a fine campionato 2016/2016, niente di che”.

Matteo Bellan