Lucas Biglia
Lucas Biglia (©Getty Images)

Lucas Biglia non sta certo sorprendendo in positivo a livello di rendimento da quando è approdato al Milan. Doveva essere l’uomo in grado di dare una svolta al centrocampo rossonero, ma finora così non è stato.

Qualche buona prestazione l’argentino l’ha sfornata, però recentemente ha deluso. Colpa anche di un’infiammazione al tendine rotuleo di un ginocchio che gli ha impedito di esprimersi al meglio e lo ha costretto a un po’ di riposo forzato. Sicuramente il suo rientro nel finale di Napoli-Milan non è stato positivo, però l’ex Lazio ha le qualità per rilanciarsi e tornare quello visto ai tempi della sua militanza in maglia biancoceleste.

Lucas Biglia intervistato da Forza Milan

Biglia è stato intervistato dal mensile Forza Milan per l’edizione di novembre. Tanti temi affrontati, soprattutto relativi agli aspetti più personali del giocatore. Un modo per scoprire cosa ci sia oltre a ciò che vediamo sul campo.

Il numero 21 rossonero dal 2006 ha lasciato l’Argentina per approdare prima in Belgio all’Anderlecht e poi in Italia nella Lazio e in seguito nel Milan. Il suo desiderio è di tornare in patria tra un po’ di tempo: “So che tornerò a vivere in Argentina. Approfitto degli ultimi anni di carriera. Non penso di farne tanti altri, quattro o cinque al massimo, e voglio sfruttarli”.

Ovviamente lontano dal suo Paese ha imparato molto e sicuramente l’Italia rispetto al Belgio ha uno stile di vita più simile a quello dell’Argentina. Biglia spiega di non amare stare sotto i riflettori: “No, non mi è mai piaciuto. Bisogna però capire che questo sport  a livello mondiale è molto conosciuto e oggi ho la fortuna di indossare questa maglia, molto pesante. Amo il calcio. Quando sono in Argentina vado a guardare le partite e mi piace anche riguardare quelle che ho giocato o che ha giocato la mia squadra, perché si vedono tante cose che magari in campo sfuggono. Ma sono anche uno che quando esce di casa vuole essere una persona normale, mi piace godermi la mia famiglia tranquillamente”.

Il centrocampista del Milan ha 31 anni e sicuramente sta già pensando a cosa fare una volta terminata la carriera da calciatore: “Dirigente sicuramente no, sono molto attivo e non potrei stare dietro una scrivania. Mi piacerebbe allenare e prendere il patentino, ma è una decisione da concordare con la famiglia. Perché dopo tanti anni ricominciare subito dopo aver lasciato…”.

In seguito si parla di idoli calcistici e Biglia non ha dubbi nell’indicare il suo, che si era già capito da tempo: “Nel mio ruolo ho cercato di imparare da tanti. Al Milan ho scelto la maglia numero 21 per Andrea Pirlo, ma mi piacciono anche Xabi Alonso e Busquets, gente che guardo per imparare”.

Interessante risposta del regista argentino a una precisa domanda sul fatto di leggere o meno i quotidiani sportivi: “No. Per due motivi. Innanzitutto non credo di essere un fenomeno come dicono a volte, ma neanche tanto scarso come scrivono in altre circostanze. Inoltre, per mantenere un equilibrio. soprattutto a livello mentale, non li voglio leggere perché a volte il giornale ti fa credere a quello che leggi. Io voglio credere solamente a quello che vedo, che faccio e a ciò che mi dicono i compagni. Questa è la realtà. Quello che dice il giornale non è sempre la verità. Il giornale riporta un’opinione alla quale spesso la gente crede e in base a questo si creano tante voci che a volte non sono vere. Tutto questo genera spesso problemi e cose che a me non piacciono. Sto lontano dai media, sto lontano da tutto. Io la vedo come una cosa che sporca ciò che ha di bello il calcio”.

 

 

Matteo Bellan