Massimiliano Mirabelli Marco Fassone David Han Li
Massimiliano Mirabelli, Marco Fassone e David Han Li (©Getty Images)

MILAN NEWS – Giornata decisiva quella di oggi per capire il destino del Milan a livello societario: a Nyon si riunisce la commissione di controllo, presieduta da Yves Laterme, per dare il giudizio definitivo sulla richiesta per aderire al regime del ‘voluntary agreement’.

Secondo la Gazzetta dello Sport l’esito negativo appare scontato: l’UEFA non è propriamente convinta ne’ del piano finanziario presentato a inizio novembre dall’amministratore delegato Marco Fassone, ne’ delle figura presidenziale di Yonghong Li, considerato un uomo d’affari ancora oscuro e misterioso.

News Milan, si discute per il ‘voluntary agreement’: gli scenari

Innanzitutto c’è da ricordare la smentita di ieri dell’UEFA, atto dovuto dopo le tante voci che davano già sicuro il ‘no’ alla richiesta del Milan. Eppure varie fonti confermano il rigetto sulla domanda rossonera, visto che da Nyon non si fidano della solvibilità del patron cinese Yonghong Li, arrivato persino a richiedere un deposito cauzionale a garanzia delle perdite future. A pesare c’è anche l’incertezza sull’esito del rifinanziamento del debito con Elliott Management Corporation, che a giudizio dell’UEFA mina la continuità aziendale del club milanista.

Ma cosa accadrà ora al Milan? In arrivo delle sicure sanzioni in caso di futura partecipazione alle coppe, mentre a febbraio-marzo 2018 verrà stabilito il possibile ingresso nel ‘settlement agreement‘, regime controllato sotto l’egida severa del Fair Play Finanziario che potrebbe essere sottoscritto a maggio. In primavera dunque il Milan dovrà fare un resoconto aziendale all’UEFA che delibererà l’adesione a tale pratica. Il novero delle sanzioni previste è variegato: multe, riduzione della lista per le coppe, equilibrio nel saldo tra acquisti e cessioni. Il patteggiamento presuppone il rispetto di determinati parametri: per esempio ridurre le perdite di bilancio entro limiti stabiliti dall’UEFA. L’esclusione dalle coppe, infine, rappresenta solo l’eventualità più grave e definitiva, ma non sembra riguardare i rossoneri.

Cruciale potrebbe essere il rifinanziamento del debito con Elliott: il Milan è al lavoro, tramite l’istituto BGB Weston, per trovare un fondo che si accolli i 303 milioni di euro di debiti e li aggiorni con condizioni meno pressanti. Fassone e compagnia in tal senso prenderebbero tempo anche con l’UEFA allungando i tempi della revisione aziendale. Negli ambienti finanziari l’ipotesi di un passaggio di mano del Milan assume sempre più consistenza, visto che Elliott pare già essersi messa in moto per reperire nuovi investitori. Da tenere in considerazione un elemento-chiave per qualsiasi potenziale acquirente: il Milan, fuori dalle coppe, dovrebbe chiudere il bilancio 2017-18 con un rosso superiore ai 100 milioni. Un fardello pesante dal punto di vista gestionale, che farebbe lievitare anche la massa debitoria.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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